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Autonomia, proposta di Bolzano

Minimo potere alla Regione

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Si conferma in Alto Adige l’orientamento per una riforma dello Statuto di autonomia che accentui la separazione della macchina amministrativa e legislativa sia dallo Stato italiano sia dalla Provincia di Trento.

Via il Commissariato del governo, Regione ridotta all’osso e, in cambio, due anni di residenza anziché quattro per il diritto elettorale sarebbero infatti i punti salienti della proposta di riforma statutaria scaturita dai lavori della Convenzione altoatesina.

Secondo quanto dice al quotidiano Dolomiten il coordinatore Svp della Convenzione Andreas Widmann, la riduzione degli anni per l’elettorato sarebbe collegata ad una trattativa «con gli italiani», che dovrebbero mostrarsi disponibili a uno sviluppo dell’autonomia locale a scapito delle istituzioni nazionali in provincia.

Una riforma statutaria - valuta comunque Widmann - potrà essere fatta «solo se a Roma sarà al governo il Pd».

Prosegue dunque il pressing su una riduzione del ruolo della Regione, a favore delle Province, che in ottica sudtirolese significa per molti porre le basi per accelerare sul fronte del progetto delal cosiddetta «autonomia integrale», con tutte le divisioni e le contrapposizioni politiche e «etniche» del caso.

Sulla proposta di sottrarre altre competenze alla Regione si è già espresso favorevolmente anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, in un'intervista pubblicata ieri dall'Adige.

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