Consiglieri provinciali: per i viaggi rimborsi come uno stipendio

di Luisa Maria Patruno

Per alcuni consiglieri provinciali solo i rimborsi delle spese di viaggio raggiungono l'entità di uno stipendio: con cifre paragonabili a quello che molti lavoratori - i più fortunati - ricevono in un anno intero.

Nel 2016 (vedi la tabella qui sotto) c'è chi, come Giacomo Bezzi (Forza Italia), sommando i rimborsi del consiglio provinciale e quelli del consiglio regionale è arrivato alla notevole somma di 18.204,36 euro netti per pagare benzina e voli aerei, che si aggiungono dunque all'indennità di 5.435 euro netti mensili (65.220 euro l'anno) più 750 euro netti al mese ( 9.800 euro l'anno) per rimborsi spese documentati a cui tutti i consiglieri hanno diritto.

Spetta a lui il record assoluto. Senza contare che gode anche dell'indennità di carica, come segretario questore del consiglio regionale, di 11.340 euro lordi l'anno.

Ma superano la soglia dei 10 mila euro di rimborsi di viaggio anche Marino Simoni , capogruppo di Progetto Trentino, che viene dal Primiero, che ha ottenuto 13.750,84 euro di spese pagate, e anche il capogruppo del Patt e vicepresidente del consiglio regionale, Lorenzo Ossanna, che ha presentato richieste di rimborso per 13.154,06 euro.

E sono anche altri consiglieri del Partito autonomista a distinguersi per la cifra importante di rimborsi spese chiesti e ottenuti: Luca Giuliani sfiora i 10 mila euro, mentre Lorenzo Baratter e Graziano Lozzer superano entrambi i 9 mila euro. Il che salta all'occhio in modo particolare se si nota che l'ormai ex consigliere del Patt, Walter Kaswalder ha chiesto rimborsi al consiglio provinciale molto più bassi, per circa 2.800 euro, e neanche un centesimo al consiglio regionale, pur essendo presidente della prima commissione del Consiglio.

Superano gli 8.000 euro anche Walter Viola (Progetto Trentino) e Mattia Civico (Pd), con la particolarità che il secondo si è fatto rimborsare tutte le spese dal consiglio regionale, mentre non ha chiesto nulla al consiglio provinciale.

Tra i consiglieri che hanno contenuto al minimo le loro richieste di rimborso spese ci sono due donne: Donata Borgonovo Re (Pd) con soli 956,60 euro chiesti al consiglio regionale per le trasferte a Bolzano, e Lucia Maestri (Pd) con 1.640 euro. Tutti gli altri superano i 2.000 euro.

L'unico consigliere provinciale che non si è fatto rimborsare proprio nulla né dal consiglio provinciale né da quello regionale è Claudio Cia (Agire), come per altro ha fatto negli anni precedenti. Anche il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Filippo Degasperi , nonostante le battaglie contro i costi della politica, non disdegna di chiedere i soldi per le spese di viaggio al consiglio regionale per 2.475 euro.

Gli assessori provinciali godono di rimborsi per le spese di viaggio da parte della giunta (non sono ancora stati pubblicati quelli del 2016) e dunque non risultano a carico dei due Consigli, anche se c'è qualche assessore che si è fatto pagare le trasferte per partecipare ai consigli regionali a Bolzano come Luca Zeni, Mauro Gilmozzi, Tiziano Mellarini, Michele Dallapiccola . Invece Sara Ferrari e Alessandro Olivi non hanno chiesto rimborsi.

Intanto, l'ufficio di presidenza della Regione ha deciso di rivalutare dello 0,25% nel 2016 l'entità della indennità dei consiglieri regionali e degli assegni vitalizi e di reversibilità in base alla media dell'indice Istat delle due Province, che era 0 in Trentino e 0,50 in Alto Adige. Il leggero aumento è dunque di 24,5 euro lordi al mese, ovvero 294 euro l'anno.

Per il 2017 vengono confermate l'indennità e il vitalizio così come rivalutato per l'anno scorso. Negli anni 2013, 2014 e 2015 non c'erano state rivalutazioni visto che non c'erano state variazioni dell'indice Istat.

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