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Vitalizi, sempre più soldi

Giù i tassi, lievita l'anticipo

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I tassi si sono abbassati e il vitalizio anticipato è lievitato, per la gioia degli ex consiglieri regionali - come è il caso di Walter Baumgartner (Svp) - che proprio a fine 2016 hanno maturato il diritto a riscuoterlo, portandosi a casa una somma decurtata solo di circa il 6% rispetto alle cifre che fecero gridare allo scandalo. Per Baumgartner vuol dire infatti poter incassare ora 652 mila euro invece di 697 mil .

Non molto meno. Eppure quando fu approvata la riforma del 2014 erano stati promessi tagli intorno al 30%. Tutto dipende dai parametri usati per determinare il valore attuale medio della quota di vitalizio da versare in anticipo sul conto degli ex consiglieri regionali non appena acquisito il titolo all'assegno mensile. 

Se è vero infatti che la legge del 2014 ha rimesso mano ai calcoli più generosi previsti dalla norma del 2012, producendo alla fine un taglio medio del 28,99% sul netto di quanto era stato assegnato a 87 ex consiglieri regionali già beneficiari di vitalizio, che sono stati poi chiamati a restituire la differenza (ovvero 10.148.000 euro contenzioso permettendo), lo stesso non può dirsi per gli altri 40 tra ex consiglieri o consiglieri ancora in carica, ai quali la riforma aveva chiesto di restituire l'intera somma loro assegnata, stabilendo inoltre che potranno riscuotere la cifra ricalcolata quando matureranno il diritto (in base all'età o alla conclusione del mandato politico). 

Il vicepresidente del consiglio regionale, Lorenzo Ossanna, spiega il meccanismo che porta a questa imprevedibilità del calcolo di quanto la Regione si troverà a dover effettivamente versare a tutti i 40 beneficiari di vitalizi rimasti. «I parametri considerati per il calcolo - ricorda Ossanna - sono due: la speranza di vita e la legge 2014 ha ridotto quella più favorevole del 2012; e poi il tasso che prima era fisso allo 0,81 mentre la riforma ha previsto di adottare tassi variabili come desunti dalla curva di rendistato dei tassi reali pubblicati dalla Banca d'Italia. In prima applicazione fu adottato un tasso dell'1,50% e questo alla riduzione media del 30% delle quantificazioni dei vitalizi anticipati a 87 ex consiglieri». 

«Ora - aggiunge il vicepresidente del Consiglio - il tasso reale del rendistato per fasce di vita residua nel 2017 non è più 1,5 ma è sceso a 0,1 fino a 0,08 e più è basso il tasso più il valore attuale medio del vitalizio da versare è alto, per questo il taglio è solo del 6% nel caso di chi ha matura il vitalizio oggi come nel caso di Baumgartner. Noi però sappiamo che i tassi dovrebbero risalire nei prossimi anni e quindi possiamo pensare che le riduzioni aumenteranno riavvicinandosi al 30% applicato nel 2014». 

Intanto, gli ex consiglieri sanno che può essere più conveniente chiedere il vitalizio a 60 anni - per chi può accedervi - invece che aspettare i 66, seppure con una riduzione sull'assegno mensile, perché il momento è buono per poter incassare molto di più subito. Anche sul fronte della probabilità di sopravvivenza, comunque, non si applica più la tavola demografica IPS55 indicata nella legge del 2014, bensì le tavole A62, più vicine a quelle del 2012.

A fare una scelta netta è Vincenzo passerini, che ha formalmente rinunciato al vitalizio.

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«I maxi anticipi rimangono in essere con limature ridicole frutto non della buona volontà di Pd-Svp-Patt-Upt che hanno voluto la pseudo riforma, ma della procura della Repubblica che aveva indicato chiaramente come i parametri utilizzati per calcolare l'aspettativa di vita e il tasso di sconto fossero stati fraudolentemente manipolati in favore dei consiglieri». Il consigliere provinciale Filippo Degasperi (M5S) interviene con un comunicato dai toni molto duri dopo la pubblicazione del ricalcolo del valore attuale del vitalizio di Baumgartner (Svp) ridotto solo del 6%.
«Le restituzioni sbandierate ("Abbiamo recuperato oltre 45 milioni di euro" millantava la presidenza del Consiglio il 23 luglio 2014) - sottolinea il consigliere grillino - sono irrisorie e soprattutto solo temporanee: al raggiungimento del requisito anagrafico, tolto qualche arrotondamento, tutto tornerà nelle mani dei consiglieri. Senza dimenticare che, mentre noi ci battevamo contro Vergogna I e Vergogna II in tutte le sedi, Consiglio e Regione, utilizzando i soldi dei cittadini, si costituivano in giudizio contro il M5s che chiedeva al Tar l'annullamento di tutti gli atti assunti contro le previsioni dell'articolo 44 dello Statuto di autonomia. Al contrario, nonostante sia sancita dalla loro stessa legge, la maggioranza Pd-Svp-Patt-Upt ha ritenuto di dover risparmiare sulle spese legali e di non avviare alcuna azione contro i renitenti alle restituzioni. Se è vero che il tempo è galantuomo, non dovrebbe mancare molto al momento in cui i cittadini finalmente prenderanno coscienza della colossale presa in giro perpetrata ai loro danni. Allora forse partirà l'Operazione Vendetta».
Su 29,4 milioni da recuperare fino ad ora la Regione ha messo le mani su 16,8 milioni di euro di cui solo 4 milioni liquidi mentre il resto sono quote del Fondo Family. Mancano 12,8 milioni di euro. Chi non ha restituito neanche un euro sono 37 ex consiglieri regionali di cui 29 che già percepiscono il vitalizio e 8 - su 40 - che all'entrata in vigore della riforma non avevano ancora maturato il vitalizio e che ora, come nel caso di Baumgartner iniziano a incassare.

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