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Schützen, le opposizioni

all'attacco di Baratter

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Le minoranze tornano all’attacco contro il consigliere provinciale del Patt, Lorenzo Baratter, e in particolare il Movimento 5 Stelle, che si era costituito parte civile al processo, e che chiede le dimissioni dell’ex capogruppo autonomista dal consiglio provinciale.

«Nonostante la chiara sentenza di condanna del patto elettorale con gli Schützen, - dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi dei Cinquestelle - il presidente Rossi e il segretario del Patt Panizza continuano scandalosamente a difendere Baratter. La maggioranza governa con un consigliere che ha deciso di sottrarsi all’accertamento giudiziario delle proprie condotte. Baratter ha schivato il processo chiedendo la messa in prova, ma il giudice ha stabilito che il patto elettorale da lui sottoscritto in vista delle provinciali 2013 era un accordo corruttivo. Rossi e Panizza liquidano questo enorme scandalo come una “leggerezza”. Uno schiaffo nei confronti dei cittadini, aggravato dal silenzio degli altri partiti della coalizione. Evidentemente, Patt, Pd e Upt condividono questo modo di fare politica e sono corresponsabili di una gravissima delegittimazione delle nostre istituzioni». Fraccaro e Degasperi attaccano: «Il presidente Rossi non può fare finta di nulla, il patto siglato tra Baratter e gli Schützen è un atto gravissimo che mina alle fondamenta la legittimità del Consiglio: la sentenza di condanna accerta infatti che la maggioranza è stata costruita anche grazie ai voti inquinati dalla corruzione elettorale. Continuando a negare l’evidenza, Rossi e il Patt, ma anche Pd e l’Upt gettano discredito sulle istituzioni e dimostrano di approvare un simile modo di raccogliere voti».

Anche il consigliere provinciale Claudio Cia (Agire) ribatte alle dichiarazioni rilasciate ieri da Rossi e Panizza all’Adige sul processo a Baratter e commenta: «È scandaloso che Rossi e Panizza si limitino a ripetere pedissequamente che quella dell’ex capogruppo Patt Lorenzo Baratter è stata un’ingenuità o una leggerezza. A sostegno della sua tesi - prosegue Cia - Rossi non disdegna di ricordarci che qualche mese fa “la Procura aveva chiesto l’archiviazione”, cosa tra l’altro che ha prodotto facile ironia alla stampa nazionale, che ha ridicolizzati tutti con titoli del tipo “Dare soldi per avere voti non è vietato in Trentino?” o ancora “Dove un reato diventa ingenuità”. Raggiungono infine il paradosso le dichiarazioni di Panizza, laddove arriva a dichiarare che «la condanna non ha nulla a che fare con lui, visto che lui è uscito dalla vicenda chiedendo di avvalersi dell’istituto della sospensione del processo con messa alla prova».

Le reazioni di Upt e Pd su Baratter sono stiracchiate, nell’evidente imbarazzo a fronte della vicenda che ha coinvolto un consigliere del partito alleato, che anche quello del presidente della Provincia. Il capogrippo provinciale del Pd, Alessio Manica, risponde ai 5 Stelle che accusano Pd e Upt di condividere il comportamento di Baratter e il suo patto elettorale. «Non è così - replica Manica - a suo tempo abbiamo detto che ritenavamo quell’atto politicamente inaccettabile per noi. E infatti ne erano seguite le dimissioni di Baratter da capogruppo del Patt. Ora la questione è nel campo della magistratura e il percorso non è finito. Non credo sia utile aggiungere commenti». Il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi (Pd), che già in passatto si era espresso stigmatizzando quel patto con gli Schützen, dice discostandosi dal commento del presidente Rossi: «Io non l’ho mai considerata una leggerezza».

Il capogruppo dell’Upt, Gianpiero Passamani e il segretario del partito Tiziano Mellarini preferiscono non esprimere valutazioni politiche sul patto elettorale e si limitano a dire: «Noi rispettiamo il giudizio libero e in piena autonomia della magistratura che fa il suo lavoro».

Intanto, Lorenzo Baratter, che ha chiesto e ottenuto dal giudice la messa in prova ai servizi sociali in alternativa al processo, evitando così la condanna che invece ha colpito i coimputati Corona e Dalprà, tira dritto. E anzi sogna di «schiacciare» chi oggi lo critica, a giudicare dal fumetto con Lucy in auto, con citazione dantesca riadattata, che ha scelto di postare ieri sulla sua pagina Facebook, raccogliendo una novantina di «mi piace» tra cui quello del collega consigliere provinciale del Patt, Graziano Lozzer.

 

Giacomo Bezzi (Forza Italia) ha commentato la reazione di Baratter: «Ma umiltà e senso del limite dove sono finiti?».

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