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Francia, i «gilet gialli» non si fermano

e chiedono la testa di Macron

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Non si ferma la protesta dei gilet gialli, il movimento francese in rivolta contro l’innalzamento delle tasse sulla benzina diesel voluto dal presidente Emmanuel Macron. Oggi, per il terzo giorno consecutivo, i cosiddetti ‘gilets-jaunes’ sono tornati a sfidare l’esecutivo con 20.000 persone in strada, nuovi disagi e episodi di teppismo su strade e autostrade, tensioni con la polizia e il blocco di diversi depositi di carburante.

Dal Belgio, dove si trova in visita di Stato, Macron prende tempo. I gilet-gialli? «Risponderò al momento opportuno», ha detto, con l’esecutivo che continua a far quadrato intorno a lui, mostrandosi inflessibile sulla politica economica, anche se dice di aver compreso la «collera» dei francesi che temono di perdere potere d’acquisto. Intanto, dalla piazza - o meglio dalle rotatorie stradali dove usano riunirsi - diversi organizzatori invocano un’apertura da parte del presidente in calo nei sondaggi.

Nella Loira, a Roanne, un organizzatore che presiede il blocco locale ha chiesto ufficialmente al «presidente Macron di considerarci, perchè siamo tanti, di tutti gli strati della popolazione. Vogliamo essere ricevuti all’Eliseo, bisogna discutere, non blocchiamo stupidamente tutto il paese senza motivo. Il dialogo deve cominciare», ha esortato ai microfoni di Bfm-Tv.

Sul territorio si sono tenute anche oggi «operazioni lumaca» con rallentamenti sulle autostrade e blocchi, alcuni dei quali durati tutta la notte, incluso in diversi caselli di pedaggio.

Di più. Nella Francia sull’orlo dello psicodramma per questa inedita protesta, Total ha confermato il blocco di numerosi depositi petroliferi, a Port-la-Nouvelle (Aude), Fos-sur-Mer (Bouches-du-Rhone), Frontignan (Hèrault), Portes-lès-Valence (Drome) e Valenciennes (Nord). Secondo il ministero dell’Interno, la partecipazione è stata di 15-20mila persone in 350 siti del Paese. Numeri nettamente inferiori rispetto a quelli di sabato, quando si erano mobilitati in 290.000. In totale è di un morto e 511 feriti il bilancio di questi primi tre giorni di proteste. Nella notte un manifestante di 25 anni è stato gravemente ferito al bacino e alle gambe da un mezzo pesante a Saint-Dizier, nel dipartimento di Haute-Marne. A Calais, sulla Manica, un automobilista inglese e un camionista australiano sono stati fermati dopo aver forzato dei blocchi ferendo dei manifestanti. Nella Marna vicino a Parigi un camionista è stato fermato per aver ferito un manifestante.

E mentre numerosi industriali chiedono di non paralizzare l’economia - tra l’altro, 680 tonnellate di clementine provenienti dalla Corsica sono state bloccate nel sud della Francia - su Parigi plana la minaccia di una nuova manifestazione per sabato prossimo.

«Atto II: Tutta la Francia a Parigi!»: è il nome del nuovo gruppo Facebook che invita i «gilets-jaunes» a formare una marea umana in Place de la Concorde. Obiettivo, si legge sul gruppo promosso da Eric Drouet - camionista residente nel dipartimento di Seine-et-Marne sconosciuto fino a pochi giorni fa - è «dare il colpo di grazia e convergere tutti su Parigi con tutti i mezzi possibili».

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