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New York contro Uber

Stop a rilascio licenze

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New York ci riprova: dopo la pesante sconfitta del 2015, la Grande Mela torna all’attacco di Uber, con il consiglio comunale che propone il blocco per un anno dell’emissione di nuove licenze. La misura andrà al voto il prossimo 8 agosto e la battaglia è già iniziata.

L’app per auto con conducente ha avviato una massiccia campagna contro l’iniziativa e lanciato l’hashtag #DontStrandNYC. «I cittadini chiedono di riparare la metropolitana, invece la politica decide di attaccare Uber» afferma la società, in questi giorni impegnata a inviare email ai clienti spiegando come la misura renderà il servizio meno affidabile e più costoso.

Il consiglio comunale ritiene che questa sia la volta buona. Nel 2015, quando aveva cercato di porre un tetto al numero di veicoli Uber sulle strade, la rivolta era stata immediata, con anche molti vip, da Ashton Kushner a Kate Upton che avevano espresso il loro appoggio a Uber su Twitter. Di fronte alla forte opposizione le autorità erano state costrette a fare un passo indietro. La situazione ora è decisamente cambiata: il traffico nella città negli ultimi tre anni è peggiorato e l’«amore» per la Silicon Valley e tutte le sue iniziative è scemato.

Da qui il nuovo affondo: »Non stiamo riducendo il servizio. Stiamo solo decidendo per una pausa nell’emissione delle licenze in un’industria alla quale è stato consentito di crescere a dismisura senza un appropriato controllo» spiega Corey Johnson, il portavoce del consiglio comunale. Il sindaco Bill de Blasio sostiene l’iniziativa, anche alla luce - spiega - dell’aumento del numero di suicidi fra gli autisti di taxi. Solo negli ultimi mesi sei si sono tolti la vita in seguito a problemi finanziari legati a un’industria in profondo cambiamento.

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