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Perù, ergastolo e castrazione 

chimica per i pedofili

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Una sessione plenaria del Congresso peruviano ha approvato una modifica del codice penale che prevede l’ergastolo e la castrazione chimica, per ordine giudiziario, degli stupratori di minori al di sotto dei 14 anni di età. L’approvazione, secondo quanto riferito dal portale locale Expreso, è stata accolta con applausi dai parlamentari.

La nuova normativa, approvata in prima votazione, cerca di far fronte alla realtà drammatica del Paese, dove ogni giorno una media di 10 minori subirebbero abusi sessuali, secondo le stime riferite dal ministero delle Donne del Perù. La riforma, che sarà sottoposta a una seconda votazione in plenaria la settimana prossima, modifica diversi articoli del codice. Nel caso degli stupratori di bambini sotto i 14 anni, oltre all’ergastolo può essere imposta la castrazione chimica, come misura complementare, quando un giudice lo ritenga opportuno.

Per quanto riguarda l’ergastolo, il dispositivo è stato approvato all’unanimità. Tuttavia, quando è stata votata la questione della castrazione chimica, 28 parlamentari si sono astenuti e sette hanno votato contro la misura, mentre 67 legislatori hanno appoggiato la proposta.

Durante il dibattito in aula, alcuni legislatori hanno espresso dubbi e obiezioni riguardo alla procedura della castrazione chimica, che comporta l’uso di un farmaco che inibisce l’appetito sessuale degli stupratori. La deputata Janet Sanchez ha invece dichiarato che avrebbe volentieri proposto di inserire la pena di morte per i condannati di questo crimine.

Tuttavia, ciò non è possibile perchè il Perù è tra i firmatari della Convenzione americana dei diritti umani.

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