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Scontri violentissimi a Gaza

Almeno 43 morti, 2mila i feriti

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AGGIORNAMENTO: È salito a 43 il numero dei manifestanti palestinesi uccisi negli scontri con l’esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo Stato ebraico. Lo ha detto il ministero della sanità nella Striscia che conferma il numero dei feriti, circa 2000. I feriti gravi, secondo la stessa fonte, sono 27.


 

Violentissimi scontri a Gaza nel giorno in cui è prevista la cerimonia di apertura dell'amabasciata Usa a Gerusalemme.

E' salito a 28 il bilancio dei manifestanti palestinesi uccisi nei violenti scontri con l'esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. Lo dice il ministero della sanità della Striscia citato dalla Wafa. I feriti sono oltre 1200

Gli ospedali di Gaza stanno intanto lanciando appelli alla popolazione affinché giunga in massa per donare sangue.

 L'esercito israeliano afferma - inoltre - di aver sventato un attentato presso Rafah, nel sud della Striscia. «Un commando di tre terroristi armati - ha detto un portavoce - stava cercando di deporre un ordigno. Le nostre forze hanno reagito e i tre sono morti». Secondo i media, i militari hanno fatto ricorso ad un carro armato. Il portavoce ha aggiunto che velivoli israeliani hanno colpito anche un obiettivo di Hamas a Jabalya, dopo che da esso erano partiti spari.

L'esercito - afferma il portavoce militare - si sta misurando lungo il confine con Gaza con «diecimila dimostranti violenti, e altre migliaia sono disposti nelle loro immediate vicinanze, in dieci punti di attrito». Hamas, prosegue il portavoce israeliano, «sta guidando un'operazione terroristica, mascherata da mobilitazione popolare. Cercherà di compiere attentati e di realizzare infiltrazioni di massa in Israele». Di conseguenza l'area limitrofa a Gaza è stata proclamata «zona militare chiusa».

Israele si appresta - dunque - a festeggiare l'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, prevista per le 16 di oggi (ora locale) nel quartiere di Arnona, nella zona ovest. Tra misure di sicurezza imponenti, oggi la decisione di Donald Trump dello scorso dicembre diventerà realtà, nonostante la forte opposizione del mondo arabo, dei palestinesi, dell'Onu e di gran parte della comunità internazionale, Ue compresa, tutti preoccupati che questo passaggio segni la fine della soluzione a 2 Stati.

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