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Fermato Navalny durante un corteo

altissima tensione a Mosca

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La Russia ha battuto un colpo. Bello forte. Alla giornata di protesta "contro la corruzione" indetta dal blogger e oppositore Alexei Navalni hanno infatti risposto migliaia di persone in tutto il Paese. L'epicentro della protesta, come spesso accade, è stata Mosca, nella centralissima via Tsverskaya, dove Navalni ha dato appuntamento ai suoi sostenitori raccomandando loro di arrivare 'alla spicciolatà e marciare pacificamente sui marciapiedi in modo da aggirare il divieto di assemblea imposto dalle autorità. Così ha fatto lo stesso Navalni. Che però è stato presto fermato dalle forze dell'ordine e caricato a bordo di una camionetta. Erano da poco passate le 14.20 e, complice una bellissima giornata di sole, la Tsverskaya - l'arteria che conduce di fatto alla Piazza Rossa dedicata, in epoca sovietica, a Maxim Gorky - si stava gonfiando di persone, in maggioranza giovani se non giovanissimi.

Navalni era appena sbucato da un sottopassaggio quando la polizia lo ha arrestato. L'accusa: aver infranto la legge che regola il diritto d'assemblea in Russia. La folla però ha seguito il pulmino dov'era stato caricato giù per una stretta viuzza della Tsverskaya e lo ha bloccato al grido di "fascisti, liberatelo!". La tensione è schizzata alle stelle. Le macchine malamente parcheggiate hanno impedito al bus di procedere e un gruppo di manifestanti ha iniziato a scuotere la camionetta, come per ribaltarla. È stato più o meno il momento in cui proprio Navalni è intervenuto - via Twitter - per calmare gli animi: "Oggi protestiamo contro la corruzione, non gli arresti. Continuate a manifestare pacificamente".

Il messaggio ha sortito l'effetto. Migliaia di persone - 8mila per la polizia, ma i numeri erano senz'altro più consistenti stando a quanto ha potuto verificare l'ANSA sul posto - hanno continuato a marciare sulla Tsverskaya. Le forze dell'ordine sono intervenute comunque e in serata il numero dei fermi è stato fissato dalla stessa polizia intorno a quota "500" nella sola Mosca. Un portavoce ha poi chiarito che la maggior parte dei fermati riceverà solo "sanzioni amministrative".

Lo stesso Navalni, a quanto si apprende, rischia "una multa, lavori socialmente utili o 15 giorni di arresto amministrativo". Ma si vedrà. La partita, d'altra parte, è squisitamente politica. È probabile, infatti, che ci saranno delle ripercussioni. Oltre a Mosca la gente è scesa in piazza a San Pietroburgo - negli stessi luoghi dove esattamente 100 anni fa si protestava contro Nicola II oggi i manifestanti hanno gridato 'abbasso lo zar!' - e in molte altre città del Paese, tra cui Novosibirsk, Barnaul, Tomsk, Krasnoyarsk, Khabarovsk e Vladivostok in quel che è senz'altro la giornata di protesta più consistente dai 'motì del 2011. Persino in Daghestan, 'feudò elettorale di Vladimir Putin, gli arresti sembrano essere oltre un centinaio. 

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