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Gli economisti Krugman e Piketty

«Atene ha ragione, stop sacrifici»

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«Tsipras non sembra per ora disposto a lasciarsi cadere sulla propria spada. Anzi: di fronte all’ ultimatum posto dalla troika ha indetto un referendum sull’opportunità di accettarlo o meno. La sua scelta produrrà certo grande preoccupazione e numerose dichiarazioni sul suo scarso senso di responsabilità, ma in realtà egli sta facendo la cosa giusta».

Lo dice il premio Nobel Paul Krugman in un intervento sul New York Times pubblicato oggi anche da Repubblica nel quadro delle reazioni al caso greco. Krugman ritiene che l'intento della «troika» fosse indebolire il governo greco, spingendo Tsipras ad un accordo con il centrodestra o alle dimissioni, ma «una vittoria del referendum rafforzerà il governo» e conferirà a «Tsipras il mandato per fare ciò che deve nel caso in cui la troika lo porti a un gesto estremo».

L’economista ritiene che «spingerlo sino a questo punto sia stato, da parte dei governi e degli istituti creditori, un atto di mostruosa follia. Eppure lo hanno fatto, e non posso assolutamente biasimare Tsipras per aver rimesso la questione nelle mani degli elettori anzichè voltar loro le spalle».

Anche il noto economista francese Thomas Piketty, fresco ospite al Festival del'leconomia di Trento, oggi ribadisce le sue critiche all'atteggiamento Ue e in particolare alla Germania, un Paese che dopo la Seconda guerra mondiale ha potuto risollevarsi proprio grazie alla rinuncia da parte dei creditori di pretendere il pagamento del debito tedesco.

Anche Piketty, esponente di un'area di pensiero critico nei riguardi delle politiche europee di austerità e rigore di bilancio, ispirate a una visione economica liberista, invita la Ue a rivedere la sua linea per rilanciare la crescita e riequilibrare il quadro economico e le diseguaglianze sociali nel Vecchio continente.

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