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Genocidio armeno riconosciuto

anche dalla Ue, Turchia irritata

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Il Parlamento europeo ha approvato per alzata di mano una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni, rende omaggio alle vittime, propone l'istituzione di una Giornata europea del ricordo e deplora ogni tentativo di negazionismo. Passa anche un emendamento che elogia il messaggio di Papa Francesco sul genocidio armeno.

La Turchia, dopo aver criticato il pontefice, ieri ha risposto duramente anche all'Europarlamento, che si schiera al fianco di Papa Francesco nella polemica sul riconoscimento del genocidio armeno: Ankara afferma, in una nota del ministero degli esteri, di respingere al mittente la mozione, «un esempio senza precedenti di incoerenza in tutti i suoi aspetti».

L'ira turca non si placa. A rincarare la dose, dopo le parole di papa Francesco sul genocidio degli armeni, è il premier turco Ahmet Davutoglu che ha accusato il papa di aver aderito al «fronte del male». Il fronte del male sarebbe composto da coloro che complottano contro la Turchia: il premier ha definito non vere le affermazioni di Francesco secondo cui il massacro degli armeni è stato il primo grande genocidio del XX secolo.

Gli oltre 100 mila armeni che lavorano in Turchia non sono cittadini turchi, «li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto», ha detto il presidente turco Recep Tayyp Erdogan citato da Today Zaman e Hurriyet. La minaccia di espulsione, nota Zaman, non è nuova: Erdogan l'aveva paventata già nel 2010. Il presidente islamico della Turchia aveva condannato le parole di Papa Francesco sul genocidio armeno del 1915-16 «avvertendolo di non ripetere questo errore». «Quando dirigenti politici, religiosi, assumono il compito degli storici, ne deriva un delirio, non fatti», ha aggiunto.

Erdogan ha poi anticipato che ignorerà la risoluzione sul genocidio armeno che l'Europarlamento: «Entrerà in un orecchio e uscirà dall'altro."La Turchia non può accettare di essere responsabile di un simile crimine».

Dagli Stati Uniti critiche alla Turchia: «Il presidente Obama e altri alti esponenti dell'amministrazione hanno più volte riconosciuto come un fatto storico che 1,5 mln di armeni furono massacrati negli ultimi giorni dell'impero ottomano e che un pieno, franco e giusto riconoscimento dei fatti è nell'interesse di tutti», spiega la portavoce del Dipartimento di Stato Usa Marie Harf.In Europa, Italia compresa, aumentano le polemiche per la debolezza o l'assenza di prese di posizione nette da parte dei governi al fianco di papa Francesco.

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