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«Il Pil crolla, aumentano i gay»

Nuova bufera su Libero

Feltri: «Non siamo contro loro»

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Sta sollevando un vespaio di polemiche, e non è la prima volta, la prima pagina di oggi del quotidiano «Libero», diretto da Vittorio Feltri. Questa volta il controverso servizio, firmato da Filippo Facci, riguarda l’economia italiana... ma non solo.

A caratteri cubitali, infatti, il titolo di apertura del giornale è a dir poco curioso: «Calano fatturato e pil ma aumentano i gay». Con tanto di sommario («C’è poco da stare allegri») e di spiegazione: l’economia soffre, ma gli unici a non sentire crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione.

Che cosa c’entrino la crisi economica e il crollo del pil con l’aumento del gay, è difficile da capire. Ma intanto, in rete, la polemica infuria.

La risposta di Libero è arrivata oggi pomeriggio: «Abbiamo semplicemente fatto una fotografia dell’Italia: che calino il fatturato e il pil è un dato di fatto e che aumentino i gay pure. Tra la prima e la seconda frase c’è un avversativo. Li abbiamo messi assieme solo perchè è una fotografia di due fenomeni italiani: dove è il problema? Non riesco a capire. Sono critiche ridicole. Sono esterrefatto, anche se immaginavo questo casino conoscendo certi meccanismi». Così Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, risponde alle critiche nei confronti del titolo di apertura del quotidiano di oggi.

«Non c’è una riga contro i gay sul mio giornale - dice ancora Feltri all’ANSA -. A noi dei gay non importa nulla, sarebbe assurdo che ci fosse ostilità nei loro confronti. Il problema è che nessuno di quelli che ci attaccano ha letto gli articoli sul tema, che sono rispettosissimi. Ci si limita a dare un’occhiata al titolo... ma sono i soliti a intervenire. Non è un giudizio, ma un pregiudizio».

Alle affermazioni del sottosegretario Vito Crimi, sul taglio dei fondi pubblici al quotidiano, Feltri replica: «Non siamo noi che ammazziamo la democrazia, noi abbiamo semplicemente fatto una fotografia. Sono loro che ci vorrebbero zittire e la democrazia senza libera stampa non esiste». Il giornalista attacca anche l’Ordine dei giornalisti che ha fatto una segnalazione al Consiglio di Disciplina nei confronti del direttore di Libero, Pietro Senaldi: «È normale, abbiamo un Ordine che non è superfluo, ma dannoso e non fa altro che andare contro gli iscritti - prosegue Feltri -, ma è una cosa che non necessita di giustificazioni. Non vedo come possa essere condannato Senaldi per una cosa del genere».

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