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Per i senza tetto, in Vaticano

l'ambulatorio donato dal Papa

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Un regalo di Natale per i senzatetto che gravitano nell’area del Vaticano. Sotto il colonnato del Bernini, dove prima c’era un ufficio delle Poste vaticane, oggi c’è un ambulatorio all’avanguardia, dono di Papa Francesco per coloro che non si possono permettere il costo di una visita medica. Un altro servizio per i poveri dunque realizzato attraverso l’Elemosineria apostolica.

«Ambulatorio - Madre di Misericordia» si legge sulla targa all’ingresso. L’ambulatorio sarà aperto per accogliere le persone bisognose tre giorni la settimana: lunedì, giovedì e sabato. La mattina del lunedì, inoltre, ci saranno i podologi.

Per i restanti giorni, lo stesso ambulatorio sarà una sorta di primo pronto soccorso dei pellegrini. Ad operare nella struttura saranno volontari, medici specialisti e personale sanitario della Santa Sede, dell’Università di Roma-Tor Vergata, che qui svolgerà anche i tirocini per gli specializzandi, e i volontari dell’Associazione Medicina Solidale e dell’Associazione Italiana Podologi.

Presto sarà a disposizione dei più indigenti anche un ambulatorio mobile. A donarlo a Papa Francesco è stata oggi la Protezione Civile. In 7mila hanno riempito l’Aula Paolo VI.

Il Papa ha sottolineato la necessità, per la tutela delle vite e del territorio, della prevenzione e dell’educazione dei più giovani. Spetta alle istituzioni territoriali - ha detto il pontefice - «il compito di programmare il corretto uso del territorio, in alcuni casi anche cercando di rimediare a possibili errori commessi nel passato».

Occorre «qualche segno tangibile di riappacificazione tra l’Uomo e la Natura», ha sottolineato il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel saluto a Papa Francesco. Un’udienza che era in agenda nel 2016 ma che era poi slittata a causa delle emergenze del terremoto in Centro Italia. In quella occasione il Papa ringraziò la Protezione Civile per avere scelto questa priorità, piuttosto che l’incontro con lui in Vaticano.

Borrelli ha citato l’enciclica Laudato Sì: «Ha lanciato a livello mondiale, arrivando ben prima della nostra consapevolezza, l’allarme relativo agli effetti catastrofici causati da scelte politiche, conflitti, proliferazione degli armamenti e priorità economiche sempre più autoreferenziali ed escludenti che colpiscono il nostro Pianeta. Al Servizio nazionale della Protezione Civile spetta il compito di sensibilizzare e di collaborare per raggiungere, anche nel nostro Paese e in Europa nei tempi più brevi possibili, un qualche segno tangibile di riappacificazione tra l’Uomo e la Natura».

(FOTO @ VATICAN MEDIA)

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