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Festa del sacrificio, Brambilla:

«Stordire gli animali

prima della macellazione»

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Vietare la «macellazione rituale» senza il preventivo stordimento dell’animale. A chiederlo, alla vigilia della festa islamica del Sacrificio (dalla sera del 21 agosto), è la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, che nelle scorse settimane ha depositato una proposta di legge (AC 869) «per rendere obbligatorio lo stordimento».

«È tempo di rivedere le norme sulla macellazione rituale - spiega la parlamentare - Il principio della libertà religiosa è intangibile, ma non può giustificare sofferenze evitabili per gli animali» osserva ancora Brambilla, invitando, in attesa della revisione della legge, a procedere alla macellazione rituale «solo in un macello autorizzato, non nella modalità familiare e fai-da-te, purtroppo molto diffusa».

Brambilla ricorda che alcuni Stati membri dell’Unione europea già non autorizzano la macellazione rituale senza stordimento come la Slovenia, la Svezia, la Danimarca, mentre nelle Regioni Fiandre e Vallonia (Belgio), prosegue l’ex ministro, si è delineato un accordo politico per vietare la macellazione di animali senza stordimento a partire dal 2019.

«Tra le stesse autorità religiose islamiche, non pochi sono quanti sostengono che l’elettronarcosi o altri procedimenti analoghi siano conformi alle prescrizioni della religione musulmana. L’alternativa è lasciare che, come avviene oggi, ad animali pienamente coscienti, immobilizzati dagli operatori, sia praticato il taglio netto di trachea, esofago, carotide e giugulare, per consentire il (lento) dissanguamento prescritto dal rito. Faccio dunque appello al governo e alle forze politiche - conclude Brambilla - perché su questo tema, al quale l’opinione pubblica è molto sensibile, si intervenga rapidamente».

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