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Crisi di governo senza precedenti

Conte ha rinunciato

Mattarella chiama Cottarelli

Il presidente dice no a Savona. Attacchi durissimi di Lega e M5S

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AGGIORNAMENTO: Carlo Cottarelli convocato domani mattina al Quirinale.

AGGIORNAMENTO: Parole di fuoco da Salvini, che definisce l'italia un Paese non libero, schiavo di poteri forti. "Io voglio riprendermi la democrazia in questo Paese."

AGGIORNAMENTO: Anche la Meloni si scaglia contro Mattarella chiedendo la messa in accusa

 

AGGIORNAMENTO: I vertici del M5S, a quanto apprende l’ANSA, stanno ragionando sull’impeachment nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel Movimento si fa riferimento all’art. 90 della Costituzione secondo il quale «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri».

AGGIORNAMENTO: "Questa era la squadra che poteva giurare al Quirinale". Luigi Di Maio svela in diretta Fb quella che avrebbe potuto essere la "squadra" di un governo tra M5s e Lega. Con Giuseppe Conte alla presidenza del consiglio, Di Maio e Salvini avrebbero avuto il ruolo di vicepresidenti e rispettivamente l'incarico allo Sviluppo economico e agli Interni. Paolo Savona sarebbe andato all'economia. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarebbe stato Giancarlo Giorgetti. Per Di Maio era previsto anche l'incarico al ministero del Lavoro e affari sociali. Quanto ai ministeri: ai rapporti con il Parlamento: Riccardo Fraccaro; alla Pa: Giulia Bongiorno; agli Affari regionali ed autonomie: Enrica Stefani; al Sud: Barbara Lezzi; al ministero per la Disabilità: Lorenzo Fontana; agli Esteri: Luca Giansanti; alla Giustizia: Alfonso Bonafede; alla Difesa: Elisabetta Trenta; alle Politiche agricole: Gianmarco Centinaio; alle Infrastrutture: Mauro Coltorti; all' Istruzione: Marco Bussetti; ai Beni culturali e turismo: Alberto Bonisoli; alla Salute: Giulia Grillo.

AGGIORNAMENTO: Mattarella ha parlato al termine del colloquio con Conte:

 «Ho agevolato in ogni modo il tentativo di Lega e M5S di formare un governo, ho atteso la formazione di un programma, ho superato ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un esponente non eletto in Parlamento. Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento».

«Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non può subire imposizioni. Ho accettato tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia».

 


AGGIORNAMENTO: «Per noi l’Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato». Così il leader M5s Luigi Di Maio in una dichiarazione su Fb dove aggiunge: «stiamo lavorando da decine e decine di giorni, dalla mattina alla sera, per assicurare un governo a questo Paese: ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo di questo paese».

«Sono stato grande stimatore Mattarella ma questa scelta è incomprensibile».


Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al presidente Mattarella. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.

Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato”, ha detto Conte parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato. “Come vi è stato anticipato ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento” e “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”, ha detto ancora Conte. “Vi assicuro - ha concluso - che ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato”.

«Non siamo al sevizio di nessuno se non dei cittadini italiani»: così il segretario della Lega Matteo Salvini al congresso della Lega Umbria a Terni.
«Se abbiamo la certezza di lavorare onestamente e serenamente per fare l’interesse dei cittadini italiani - ha annunciato Salvini - domani mattina sono in ufficio al ministero degli Interni a cominciare a espellere i troppi clandestini. Se però qualcuno mi dice si vai in ufficio, con calma... bisogna vedere i mercati, la Borsa, lo spread, i vincoli europei... no. O si può lavorare bene per dare un futuro a questo Paese o ai nostri figli o in democrazia, se siamo ancora in democrazia, rimane solo una cosa da fare: restituire la parola agli italiani».


Ore decisive per la formazione del nuovo governo. Il presidente del consiglio incaricato, Giuseppe Conte, è al Quirinale per l’incontro con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Due lunghi colloqui al Colle per i leader di M5S e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno preceduto l’arrivo del premier incaricato. Di Maio e Salvini hanno visto il presidente Sergio Mattarella per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Paolo Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini - che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali - e poi, alle 18 circa, Di Maio.


Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del M5S, Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio con Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbe posto un veto sulla scelta di Paolo Savona a capo del Ministero dell’Economia. Scelta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari leghiste, Salvini nel corso dell’incontro avrebbe invece confermato.

Con il no di Sergio Mattarella a Paolo Savona e l’irrigidimento di M5s e Lega su questo fronte rischiano di far saltare qualsiasi possibilità di chiudere positivamente la partita per un governo giallo verde, si sottolinea in ambienti politici che fanno anche riferimento all’estremo tentativo di Giuseppe Conte per andare comunque avanti. Il Capo dello Stato, si apprende sempre in ambienti politici, avrebbe già pronta l’exit strategy del governo tecnico.

E c’è pessimismo nei vertici M5S. “Qui rischia di saltare tutto, e allora si torna al voto”, è il refrain che, a quanto si apprende, filtra dai vertici del Movimento alla luce del veto posto, secondo fonti M5S, dal capo dello Stato alla scelta di Paolo Savona a capo del Tesoro.

“Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il prof Savona”, ha detto Matteo Salvini in un comizio a Terni. E ha aggiunto: “Mai servi di nessuno, mai”. “Buona domenica Amici. Chi si ferma è perduto, io fino all’ultimo non mi arrendo!”, aveva scritto il segretario della Lega, su Twitter pubblicando una sua foto davanti la carlinga di un aereo Alitalia.

“Sono confidente che le persone che stanno seguendo questo processo, Conte in primo luogo, possano gestire al meglio la situazione. Oggi il tema del Governo è in mano a Conte e Mattarella e sono certo che troveranno una giusta soluzione”, ha detto Davide Casaleggio. “Abbiamo scelto Ivrea - sottolinea - per dare nuova vita a questi luoghi che furono di un’eccellenza italiana a livello mondiale, quella di Olivetti”.

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