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Caldo, in Sardegna 50 gradi

percepiti, a Napoli 49

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Come previsto, è caldo record sullItalia e la punta massima si registra in Sardegna: a Capo San Lorenzo la temperatura percepita alle 15 è stata di 50 gradi, come riporta il sito dell’Aeronautica militare.

Termometro bollente anche a Napoli dove i gradi avvertiti sono 49, a Ferrara (48) e a Rimini (47).

Su gran parte dell’Italia la sensazione di caldo è uguale o superiore a 40 gradi.

Secondo il ministero della salute, oggi sono quattro le città segnate con il bollino rosso: Roma, Frosinone, Pescara e Campobasso.

Alle quali domani di aggiungeranno altre 12 città: Bari; Bologna; Bolzano; Brescia; Cagliari; Firenze; Latina; Milano; Napoli; Perugia; Rieti e Viterbo.

Ieri era stato Capo San Lorenzo, in Sardegna, con 49 gradi percepiti alle ore 16, rispetto ad una temperatura di 33 gradi, a far segnare il record, mentre a Ferrara la temperatura percepita è arrivata a 46 gradi contro quella reale di 35.

Le alte temperature stanno condizionando pesantemente alcuni dei raduni delle squadre di sci alpino. Sul ghiacciaio di Les Deux Alpes il vento in alta quota e le alte temperature hanno impedito alla squadre femminile delle polivalenti di Coppa del mondo composto da Marta Bassino, Federica Brignone, Elena Curtoni e Sofia Goggia, a cui si affiancavano le ragazze del gruppo delle discipline tecniche con Manuela Moelgg, la trentina Chiara Costazza, Irene Curtoni, Federica Sosio e Roberta Midali sono state costrette a chiudere anticipatamente la loro esperienza, che ha visto quattro giorni di buon lavoro sugli sci.

Le giornate perdute verranno probabilmente recuperate da qui al 16 agosto.

Stesso destino per il gruppo di Coppa Europa maschile guidato da Alexander Prosch, che non ha fatto nemmeno in tempo a cominciare a sciare sul ghiacciaio svizzero di Saas Fee, dove il sole e il caldo hanno di fatto squagliato la neve e pure le previsioni dei prossimi giorni non lasciano speranza.

Chi è al riparo da eventuali sorprese è la squadra di slalom maschile, la quale è in viaggio verso la Francia, dove scierà da oggi a giovedì nell’impianto al coperto di Amneville, nella regione della Lorena, con il fassano Stefano Gross, Simon Maurbeger, Manfred Moelgg, Roberto Nani, Tommaso Sala, Patrick Thaler e Riccardo Tonetti, con l’allenatore responsabile Stefano Costazza e i tecnici Giancarlo Bergamelli, Daniele Simoncelli e Andrea Viano.

E mentre le temperature stanno raggiungendo picchi di caldo record per colpa di «Lucifero», la corrente di aria torrida in arrivo dal Sahara, è iniziata la raccolta del pomodoro da salsa nei campi lombardi con una produzione che quest’anno registrerà, spiega un monitoraggio della Coldiretti regionale, un calo del 7% sulle quantità, per un volume totale di 5 milioni e 400mila quintali.

«Il valore della produzione - continua la Coldiretti Lombardia - sarà di 43 milioni di euro contro i 48 milioni registrati nel 2016. In discesa anche i terreni dedicati a questa coltura: dagli 8mila ettari dell’anno scorso ai 7.200 ettari del 2017, con il 53% concentrato in provincia di Mantova (più di 3.819 ettari), il 27% nel Cremonese (1.977 ettari) e il resto fra Pavia (604 ettari), Brescia (490), Lodi (225), Milano (91) e Monza (5)».

Proprio nelle province di Cremona e Mantova concentra la maggior parte della raccolta il Consorzio Casalasco del Pomodoro che raggruppa oltre 370 soci agricoltori ed è la prima realtà italiana per la produzione e la trasformazione dell’oro rosso.
«La qualità si conferma molto alta, ma le rese sono in calo a causa delle anomalie climatiche che hanno colpito in particolare i primi trapianti che stiamo raccogliendo in questi giorni» spiega Paolo Voltini, agricoltore di Torricella del Pizzo (Cremona) e presidente del Consorzio Casalasco.

Gli ultimi pomodori verranno poi «vendemmiati» tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
«Il nord - spiega la Coldiretti Lombardia - rappresenta ormai più della metà delle coltivazioni italiane di pomodoro da salsa, mentre la produzione totale nazionale dovrebbe attestarsi intorno a 4,9 milioni di tonnellate, pari a circa il 14% di quella mondiale e al 49% di quella europea. Con i pomodori della pianura padana - spiega Coldiretti Lombardia - il Consorzio Casalasco produce salse e passate, fra cui Pomì, che vengono poi esportati in 60 paesi, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Giappone agli Emirati Arabi».

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