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Sisma, per gli sfollati

ora si pensa ai container

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La discussione sulla sistemazioen temporanea degli sfollati ha segnato la giornata di oggi, lunedì 31 ottobre: il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi, alle 19, podo dopo il consiglio dei min istri, ha annunciato che si cercherà di allestire dei container per facilitare chi non intende trasferirsi negli hotel sulla costa adriatica in attesa della costruzione delle case prefabbricate.

Molti dei senzatetto rifiutano, infatti, la proposta di essere ospitati nelle strutture alberghiere, che sono distanti dall'entroterra: desiderano rimanere vicini ai loro paesi devastati dal sisma.

«Se riusciamo ad accelerare e a portare magari dei containers nell’arco di tempo più ristretto possibile, possiamo probabilmente evitare che vi siano i sei-sette mesi di attesa per le casette di legno da trascorrere altrove. La novità, che già da ieri sera cerchiamo di affrontare, dopo le discussioni nelle Marche e in Umbria, è per venire incontro ai cittadini. I containers arriveranno nelle prossime settimane, prima di Natale».

Il provvedimento sul sisma, che sarà varato in settimana, consentirà di avere «4 fasi» tra emergenza e ricostruzione, spiega Renzi. «La prima fase, quella dell’immediata emergenza, nella quale chiederemo a chi può di lasciare il territorio, sapendo che sarà un periodo molto limitato; una fase intermedia; quella del container, che sono meno piacevoli della casetta di legno; quella in cui tra 5-6 mesi, tra la primavera e l’estate le persone potranno tornare in casette di legno; la fase di ricostruzione».

«Questo tipo di intervento - aggiunge - è straordinario e abbiamo bisogno di misure straordinarie. Quei luoghi hanno un’anima e quell’anima non la possono perdere. Nel luogo del patrono d’Europa dobbiamo dare un messaggio di ricostruzione.
Ricostruiremo tutto: anche le chiese, anche le realtà turistiche e commerciali».


Prima notte del dopo terremoto trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza per la popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio. Diverse le scosse avvertite chiaramente anche nella zona di Norcia, la più forte di tutte, di magnitudo 4.2, registrata alle 4:27 dai sismografi dell'Ingv.

Prosegue intanto il lavoro della Protezione civile e degli altri soccorritori impegnati sul campo. Al momento risultano quasi ottomila le persone assistite. In particolare, sono oltre 900 in Umbria: quasi 400 presso strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre 500 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.

Nelle Marche, gli assistiti sono circa 6.500, di cui oltre 2.000 negli alberghi sulla costa adriatica, 4.000 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e le altre in strutture ricettive agibili sul territorio.

Nel Lazio, 130 persone sono ospitate in una struttura allestita a Leonessa.

A questi la Protezione civile stima che si aggiungeranno, nelle prossime ore, circa 3.000 persone che trascorreranno la notte in strutture di prima accoglienza in corso di allestimento tra Umbria e Marche.


La terra ha nuovamente tremato quest’oggi nell’Italia centrale, con un sisma che alle 7.40 ha scatenato una magnitudo di 6.5 - la più forte dopo il terremoto in Irpinia del 1980 - con epicentro nei dintorni di Norcia e un tempo di propagazione delle onde di almeno due minuti. Una ventina i feriti, quasi tutti non gravi, e nessun disperso, ma un bilancio pesante dal punto di vista dei danni agli edifici: interi borghi distrutti, chiese e cattedrali crollate. E poi decine di migliaia di sfollati, che potrebbero arrivare anche a centomila. Sono 25 mila soltanto nelle Marche. Per tutti si sta cercando di trovare una sistemazione. «Non vogliamo deportare le persone, ma che possano trascorrere una notte tranquilla. Non ha senso dormire in macchina» ha detto il commissario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani.

LE IMMAGINI DEL NUOVO TERREMOTO

Una scossa, quella di stamani, che è stata seguita da oltre 200 eventi sismici, e che è stata avvertita non solo nelle regioni centrali ma in gran parte del Paese, da Bolzano a Bari, e molto forte a Roma, dove è stata chiusa in via precauzionale la metropolitana e dove domani le scuole resteranno chiuse per consentire le verifiche su eventuali danni agli edifici.

Questo nuovo evento sismico ha colpito molte delle aree già interessate dai terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre scorsi, e probabilmente per questo motivo non ci sono vittime: i centri storici dei paesi, infatti, erano già stati in gran parte sgomberati e dichiarati zone rosse. Ma questi stessi borghi hanno subito oggi un’ulteriore, pesante devastazione: soprattutto a Norcia, dove la Basilica di San Benedetto e la chiesa di San Francesco sono crollate. La parte alta della frazione di Castelluccio di Norcia è stata rasa al suolo. Ad Amatrice, è crollata la torre civica e la chiesa di San Benedetto. Pesanti danni al patrimonio architettonico e artistico anche a Civita di Bagnoregio, nel viterbese, e alla chiesa della Collegiata a San Genesio (Macerata).

Sono numerose le strade statali e provinciali chiuse nelle Marche, nel Lazio, in Umbria e in Abruzzo per i crolli o per i rischi legati al terremoto. La strada che collega Visso con Norcia è crollata a circa due chilometri dal comune marchigiano ed è dunque totalmente inagibile; chiusi anche tratti della Salaria. La viabilità, ha sottolineato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcuio, è ‘fortemente compromessà nelle zone colpite e i feriti sono stati portati via con gli elicotteri.
Problemi anche alle linee ferroviarie: la circolazione dei treni è stata sospesa in attesa di verifiche lungo le linee Foligno-Terontola, Orte-Falconara, Ascoli-Porto d’Ascoli, Terni-Sulmona, Pescara-Sulmona e poi ripristinata.

Molte le utenze rimaste senza luce (ma in serata quasi tutte ripristinate) e problemi con l’acqua potabile. Riaperte tutte le linee della metropolitana di Roma che stamani erano state chiuse. Nella capitale, si sono riaperte alcune lesioni sulla cupola, capolavoro del Borromini, della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, che è stata chiusa. Invece le basiliche di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura, inizialmente chiuse per verifiche dopo il crollo di calcinacci e cornicioni, sono state riaperte.

Il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il Commissario per la ricostruzione Vasco Errani hanno partecipato oggi pomeriggio a Rieti a un vertice sull’emergenza, per poi recarsi a Norcia, una delle aree più colpite dal forte sisma di stamattina. «Ora il primo problema è dare assistenza e sicurezza alla popolazione che sta vivendo una situazione molto pesante» ha sottolineato Errani, aggiungendo che l’impegno è quello di «ricostruire tutto per dare prospettiva a questi territori e a queste comunità».
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha assicurato a sua volta che le forze dell’ordine presidiano il territorio e proteggono le case dei cittadini colpiti dal sisma. «Questa mattina - ha precisato - abbiamo mandato, nei posti colpiti dal terremoto, 120 unità tra Polizia e Carabinieri, che si sono aggiunte a quelle già presenti in quei territori e, in queste ore, altri 200 militari si stanno aggiungendo ai 220 operativi nelle zone rosse sin dal 24 agosto scorso». Sul fronte dei soccorsi, Alfano ha spiegato che «abbiamo 1.313 Vigili del Fuoco in campo, dei quali 323 hanno raggiunto proprio in queste ore i luoghi colpiti, e 533 mezzi, di cui 81 inviati oggi. Siamo impegnati per cercare di ripristinare il più possibile la viabilità stradale e per questo abbiamo impegnato 125 pattuglie nelle quattro regioni coinvolte: Marche, Umbria Abruzzo, Lazio».
Vigili del fuoco e tecnici lavorano senza sosta da ore e ore.

E tanti di loro sono vivi grazie all’ora legale. Impegnati nei sopralluoghi post sisma sarebbero potuti rimanere coinvolti nei crolli della scossa di oggi, come raccontano loro stessi, se le lancette dell’orologio fossero rimaste un’ora indietro. I sopralluoghi e gli interventi negli edifici privati e pubblici - come le chiese, molte delle quali sono oggi crollate - cominciano infatti di norma alle 8. La scossa di magnitudo 6.5 è avvenuta alle 7.40, ora solare, le 8.40 di ieri, quando era ancora in vigore l’ora legale.
Il premier Matteo Renzi ha annunciato per domani un Consiglio dei ministri e ha assicurato che «tutto sarà ricostruito in tempi certi». «Ciò che serve lo prendiamo e se serve di più l’Italia non lesinerà nella ricostruzione dei luoghi che sono l’anima del nostro paese» ha aggiunto, dicendo no «a qualsiasi impedimento tecnocratico». Quanto alle risorse, «non si sprecano ma non c’è un problema di risorse. Quello che servirà siamo impegnati a metterlo in campo» ha precisato. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da Gerusalemme ha esortato lo Stato ad essere vicino alle popolazioni colpite. «Dobbiamo assolutamente difendere e assicurare la ricostruzione del territorio» ha detto, esortando la politica a essere unita.

 

 


 

AGGIORNAMENTO: Nessuna vittima finora della forte scossa di magnitudo 6.5 che ha nuovamente colpito stamani il Centro Italia, ma cominciano ad arrivare notizie dei feriti, qualche decina secondo le prime informazioni, due dei quali sarebbero più gravi.
Crolli e danni dappertutto, e grossi problemi alla viabilità nelle zone colpite, a cominciare dalla Salaria, e i feriti devono essere portati via in elicottero.


 

La strada che collega Visso con Norcia è crollata a circa due chilometri dal comune marchigiano ed è dunque totalmente inagibile. Interi borghi distrutti. Nel maceratese, il sindaco di Pievetorina ha chiesto aiuto: «abbiamo bisogno di mezzi, di container», mentre il primo cittadino di Caldarola ha fatto sapere che l’80% delle case è inagibile, che la popolazione è tutta fuggita dalle abitazioni e che tutto il centro storico è ormai «zona rossa».

A Roma, dove i vigili del fuoco sono stati sommersi di richieste di intervento, crepe e cornicioni sono caduti alla Basilica di San Paolo, che è stata quindi chiusa per effettuare le verifiche. Verifiche anche nella basilica di San Lorenzo per frammenti di calcinacci caduti nella navata. Tutto a posto invece in Vaticano, dove i vigili del fuoco ha effettuato sopralluoghi. Nuovi crolli si sono verificati all’Aquila, a sette anni dal sisma del 6 aprile 2009.
La circolazione ferroviaria è stata sospesa, in attesa di verifiche da parte dei tecnici Rfi, lungo le linee Foligno-Terontola, Orte-Falconara, Ascoli-Porto d’Ascoli, Terni-Sulmona, Pescara-Sulmona. Lungo la linea Roma-Firenze il traffico è rallentato fino a 30 minuti per un guasto.
Intanto non si ferma lo sciame sismico: dopo la forte scossa delle 7,40 di magnitudo 6.5, almeno una cinquantina di scosse si sono susseguite nel corso della mattinata, delle quali una decina di magnitudo superiore a 4 e tutte le altre superiori a 3. E il Cnr non esclude «in linea teorica» altre forti scosse.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso di cancellare gli appuntamenti pubblici che aveva in agenda oggi ed è in contatto costante con la Protezione civile.

AGGIORNAMENTO: Il terremoto è stato nettamente avvertito in vaste zone dell’Austria. L’istituto geofisico di Vienna (Zamg) ha ricevuto numerose segnalazioni dalla Carinzia, dalla Stiria e dal Salisburghese. Ai piani alti dei condomini si muovevano i lampadari, alcune persone sono state addirittura svegliata dalla scossa, scrive l’agenzia Apa.

AGGIORNAMENTO: Verifiche anche nella basilica di San Lorenzo a Roma per frammenti di calcinacci caduti nella navata.
Sul posto la polizia. Secondo quanto si è appreso, la richiesta d’intervento è arrivata dal parroco ed è stata chiusa la parte della navata interessata in attesa dell’arrivo dei pompieri per le verifiche.

AGGIORNAMENTO:  L’Esercito è mobilitato nei Comuni più colpiti dal terremoto per fornire assistenza alla popolazione e per un monitoraggio della situazione, anche del sistema idrografico.
Nell’area di Visso, ad esempio, si stanno controllando eventuali movimenti franosi in prossimità dei corsi d’acqua con il rischio di allagamenti.

AGGIORNAMENTO:  «La viabilità è fortemente compromessa, per gli aiuti bisogna muoversi attraverso i canali istituzionali per non intasare le strade». Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, nel corso di una conferenza stampa a Rieti sul forte sisma di questa mattina nel centro Italia.

AGGIORNAMENTO: Al momento non risultano vittime del terremoto di oggi. Lo si apprende dai primi controlli dei carabinieri e degli altri soccorritori.

AGGIORNAMENTO:  Il terremoto di oggi del 6.5 con epicentro vicino a Norcia, in Umbria, è il più violento degli ultimi decenni in Italia. Quello del Friuli del 1976 fu di magnitudo 6.4 della scala Richter. La scossa principale dell’Aquila del 2009 fu del 5.8, quello di Umbria e Marche del 1997 del 6.1. Anche quello del Belice, del 1968, fu del 6.1.
Solo in Irpinia, nel 1980, la magnitudo fu del 6.5 della scala Richter, pari a quella odierna, e causò 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

AGGIORNAMENTO: «E' crollato tutto, vedo colonne di fumo, e' un disastro, in disastro!». Lo dice il sindaco di Ussita, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 26 ottobre, Marco Rinaldi, dopo l'ultima forte scossa. ''Dormivo in auto, ho visto l'inferno..."  "E' venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi". Così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l'ultima scossa di magnitudo 6.1. "Per fortuna che erano zone rosse - aggiunge -. La poca gente che è rimasta è scesa in strada, si sta abbracciando. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo". 

Sono state più di 530 le repliche del terremoto del 26 ottobre fra Perugia e Macerata registrate dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Di queste, le più forti sono state quelle di magnitudo 5,4 e 5,9 avvenute rispettivamente alle 19,10 e alle 21,18 del 26 ottobre. Sempre dal 26 ottobre sono stati cinque i terremoti di magnitudo superiori a 4,0. Il primo, di magnitudo 4,5, è avvenuto alle 23:42 di ieri a Castel Sant'Angelo sul Nera e gli altri tre sono stati registrati a partire dalle primissime ore della mattinata: il primo, di magnitudo 4,1, alle 5:19 sempre a Castel Sant'Angelo sul Nera, seguito alle 5:50 da una scossa di magnitudo 4,4 nella zona di Ussita e poi, alle 10:21 da una terza scossa di magnitudo 4,4 ancora a Castel Sant'Angelo sul Nera. Il più recente, di magnitudo 4,2 è stato registrato alle 19,22 nella zona di Norcia. Sempre a partire dalle 19,10 di ieri sono state registrate 85 repliche di magnitudo compresa fra 3,0 e 4,0 e sono state 450 quelle di magnitudo compresa fra 2,0 e 3,0. "Oltre a questi terremoti ne sono avvenuti molti altri, di magnitudo inferiore a 2,0", ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell'Ingv. "In sala sismica - ha aggiunto - vengono localizzati soltanto i terremoti di magnitudo superiore a 2,0, ma quelli avvenuti effettivamente sono di sicuro molto più numerosi".

La Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea, a Norcia, sono crollate: sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture. 

Paura a Roma per la nuova scossa di terremoto avvertita stamattina nella Capitale, più forte rispetto ai giorni scorsi. Secondo quanto si è appreso, sono decine già le telefonate arrivate ai vigili del fuoco. La gente spaventata è scesa in strada in diverse zone della città. La metro è stata temporaneamente interrrotta per verifichek

AGGIORNAMENTO: L'epicentro è stato tra Norcia, Preci e Castel Sant'Angelo sul Nera.

AGGIORNAMENTO: L'epicentro del sisma sarebbe Norcia, la magnitudo è di 6.1. La scossa si è verificata alle 7.41, a una profondità di 10,8 km.

 


 

Nuova fortissima scossa di terremoto in Centro Italia: la terra ha tremato poco fa con epicentro nel reatino e magnitudo superiore a 6. La scossa è stata avvertita anche in Trentino.

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