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Sisma, il governo approva

i primi provvedimenti

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Il governo scende in campo per affrontare l'emergenza terremoto, proclama lo stato di emergenza e destina i primi 50 milioni di euro per sostenere i bisogni primari delle popolazioni colpite dal sisma, apprestandosi anche a varare lo stop alle scadenze fiscali nei territori coinvolti.

Il primo incontro tra Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan dopo la pausa estiva doveva essere una riunione di routine, l'occasione per fare il punto sulla situazione economica e cominciare a delineare, a grandi linee, il quadro macroeconomico dell'autunno in vista della messa a punto della nuova legge di bilancio.

Nel faccia a faccia a Palazzo Chigi, l'emergenza terremoto ha invece avuto inevitabilmente il sopravvento su ogni altra questione. Il fondo per le emergenze nazionali, che ammonta in tutto a 234 milioni di euro e che è stato deciso di utilizzare per i primi 50 milioni, è infatti in capo al ministero del Tesoro, e la delega alle ricostruzioni è affidata proprio alla sottosegretaria al Ministero dell'Economia, Paola De Micheli.

I danni del sisma e l'assistenza primaria alle popolazioni dei Comuni colpiti hanno quindi prevalso anche sui temi del dopo-Ventotene e su quella flessibilità dei conti pubblici su cui il premier e Padoan dovranno concentrarsi nelle prossime settimane. Tra le voci che circolano tra gli addetti ai lavori non è esclusa quella che proprio un terremoto così devastante possa essere portata all'attenzione dell'Europa, visto che la ricostruzione nei territori colpiti e il nuovo progetto "casa Italia" lanciato da Renzi per la prevenzione richiederà tempo e risorse probabilmente straordinarie.

Ragionamenti simili sono però al momento ancora prematuri.

La fase attuale è ancora quella dell'emergenza e dell'assistenza immediata. Il Mef sta quindi preparando il decreto ministeriale necessario a sospendere le scadenze fiscali nei territori coinvolti. Il provvedimento, già sperimentato in altri casi di calamità naturale, come le alluvioni in Toscana del 2014, arriverà a breve, ma per l'emissione il ministero doveva comunque attendere la proclamazione dello stato di emergenza arrivata in serata al consiglio dei ministri e l'individuazione esatta dei Comuni in cui applicare la sospensione. Nella spinta alla solidarietà, continua intanto a farsi strada l'idea di destinare ai sopravvissuti il Jackpot del SuperEnalotto.

Un'ipotesi giudicata dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, "bella, ma con dei problemi da risolvere".

In passato sono state sperimentate altre iniziative come un Gratta e vinci ad hoc o un'estrazione particolare e non è escluso che si possa rispolverare la stessa idea. A muoversi è nel frattempo anche il mondo privato. Le banche del territorio, da Nuova Banca Marche a Nuova Banca Etruria, stanno mettendo a disposizione plafond specifici per l'emergenza, e hanno deciso di aderire all'appello dell'Abi per la sospensione delle rate dei mutui. Sulla stessa linea anche l'Ania ha invitato le compagnie di assicurazione a concedere una proroga del pagamento dei premi. 

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