Salta al contenuto principale

Espulso pakistano vicino a Isis

«Era pronto al martirio»

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
1 minuto 6 secondi

Sembrava un tranquillo magazziniere di un negozio di articoli sportivi ma, per i carabinieri del Ros e il pool antiterrorismo della Procura di Milano, era un «aspirante combattente», che aveva già prestato giuramento al Califfo e intendeva anche colpire una rivendita di alcolici con armi ed esplosivi che sembra fosse convinto di potersi procurare.


È per questo che un pakistano di 26 anni, residente a Vaprio d'Adda (Milano), con un'operazione che ha visto impegnati numerosi uomini, è stato espulso su provvedimento del ministro dell'Interno, Angelino Alfano il quale, a sua volta, sottolinea come l'uomo avesse «più volte affermato la sua appartenenza ideologica a Isis, elogiando gli efferati gesti compiuti dai terroristi jihadisti». Ancora una volta, è stato il monitoraggio su internet a dimostrare la possibile pericolosità del giovane che, sposato con una connazionale, era arrivato in Italia nel 2003 con i familiari, aveva frequentato le scuole italiane e aveva un lavoro fisso.


 

Con un «crescente processo di radicalizzazione in chiave jihadista», spiegano gli investigatori, voleva «raggiungere i teatri di guerra per unirsi alle milizie dello Stato Islamico, cercando di convincere anche altri connazionali» e mostrava «segni di esaltazione ideologica», fino a voler aderire alla jihad «con un atto di martirio».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy