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Femminicidio a Novara

Uccisa a coltellate

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Una coltellata al petto. È stata uccisa così Gisella Purpura, aggredita dal suo compagno, un tunisino, nella loro casa popolare di corso Cavour. L’uomo, Bilel K., 28 anni, è stato subito fermato dalla polizia, che lo ha arrestato mentre i soccorritori tentavano invano di salvare la donna, crollata in una pozza di sangue in strada, dove era scesa per cercare aiuto. Un «delitto annunciato», secondo i vicini di casa, che sentivano spesso litigare quella coppia, due figli portati via dai servizi sociali e qualche problema con la giustizia.
 
La coppia ha iniziato a discutere davanti a casa. Poi, mentre rincasavano, la situazione è degenerata: le parole sono diventate urla e, quando erano ancora per le scale, l’uomo ha tirato fuori un coltello e l’ha colpita. Nonostante la ferita, la donna ha trovato la forza di tornare in strada, ma è morta all’arrivo dei soccorsi.
 
Alle spalle, per lei, una storia di truffe informatiche per la quale in questi giorni era finita a giudizio, mentre lui era stato arrestato la scorsa settimana perché, forse dopo l’ennesimo litigio con la donna, aveva dato in escandescenza, danneggiando alcune auto parcheggiate vicino a casa. Resistenza, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato e continuato i reati che gli erano stati contestati, che non prevedono l’obbligo del carcere, per cui poco dopo era tornato libero. E i litigi con la convivente erano ripresi.
 
«La vita non è mai come la vedi: si ama e si soffre e forse e più il tempo che stiamo a soffrire che ad amare ed essere felici», scriveva Gisella Purpura, 41 anni, sul suo profilo Facebook, accanto alle foto che la ritraggono con il compagno extracomunitario, qualche piccolo precedente penale, e i figli. Momenti di felicità, per la donna, che sul social si diceva «innamorata.

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