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Sardegna inquinata
Condanna per Syndial

La sentenza per i danni ambientali a Porto Torres

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Tre condanne a un anno di reclusione e cinque assoluzioni. Più il pagamento di 540 mila euro come risarcimento danni provocati alle parti civili, fra cui il ministero dell’Ambiente, la Regione Sardegna ed il Comune di Porto Torres. Si è chiuso in Tribunale a Sassari il processo con rito abbreviato per la cosiddetta «Darsena dei veleni» di Porto Torres, che vedeva imputati otto dirigenti Syndial, accusati di disastro ambientale colposo e deturpamento delle bellezze naturali per avere riversato in mare rifiuti industriale altamente inquinanti.

Il giudice Antonello Spano ha emesso una sentenza che riconosce come colpevoli dell’inquinamento ambientale provocato dall’ex stabilimento petrolchimico di Porto Torres i vertici della Syndial. Non tutti, la condanna a un anno di reclusione, al pagamento delle spese processuali e dei danni cagionati, è stata inflitta a Gian Antonio Saggese (responsabile delle bonifiche), Francesco Papate e Oscar Cappellazzo (responsabili del trattamento delle acque di falda).

Sono stati invece assolti «per non aver commesso il fatto», Alberto Chiarini, Francesco Leone, Daniele Ferrari, Paolo Zuccarini e Daniele Rancati. Mentre i tre dirigenti Syndial condannati, in base alla sentenza, dovranno pagare una provvisionale immediatamente esecutiva del risarcimento danni: 200 mila euro al ministero dell’Ambiente, 100 mila euro alla Regione Sardegna, 100 mila euro al Comune di Porto Torres, 50 mila euro a testa a Giovanni e Alessandro Polese (titolari di un cantiere nautico della zona). Altri 10 mila euro a testa come risarcimento dei danni morali sono stati riconosciuti alle associazioni Anpana, Lega per l’abolizione della caccia onlus, Comitato cittadino Tuteliamo il Golfo dell’Asinara e al Comitato d’azione protezione e sostenibilità ambientale per il nord ovest Sardegna.

Il giudice ha respinto la richiesta di risarcimento di Cesare Mario Alessandro Goffi. Subito dopo la pubblicazione della sentenza, il Comitato No chimica verde-No inceneritore ha espresso la propria soddisfazione per l’esito del processo e annunciato di destinare l’intera somma per la costituzione di un fondo a sostegno delle spese mediche e logistiche per le persone malate di tumore residenti a Porto Torres e dintorni, invitando le istituzioni a contribuire al fondo di solidarietà.

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