Il Tar blocca le doppiette: non si spara ai lupi in Lessinia

Il Tar del Veneto blocca le doppiette e salva, per ora, i lupi dei monti Lessini dagli effetti dell’ordinanza del sindaco di Verona Flavio Tosi, che il 25 settembre scorso aveva dato il suo placet ufficiale a chi avesse abbattuto un lupo (nonostante siano animali ultraprotetti) in prossimità delle abitazioni

Il Tar del Veneto blocca le doppiette e salva, per ora, i lupi dei monti Lessini dagli effetti dell’ordinanza del sindaco di Verona Flavio Tosi, che il 25 settembre scorso aveva dato il suo placet ufficiale a chi avesse abbattuto un lupo (nonostante siano animali ultraprotetti) in prossimità delle abitazioni.

 

Esultano le associazioni animaliste (Lega Abolizione Caccia e Pro Natura) che all’indomani della pubblicazione dell’ordinanza veronese avevano subito fatto ricorso al tribunale amministrativo: «Il presidente della prima sezione del Tar del Veneto - spiega Graziella Zavalloni, presidente nazionale Lac - ha sospeso sino alla data della camera di consiglio, fissata per il prossimo 5 novembre, l’ordinanza n. 41 del sindaco di Verona. Sono state immediatamente riconosciute, sia pure in attesa di un imminente pronunciamento collegiale, le nostre ovvie ragioni circa la sfacciata violazione, da parte del sindaco, delle disposizioni statali in materia di tutela della fauna, disciplina della caccia ed uso legittimo delle armi da fuoco. “Sparate” del genere, fossero anche soltanto propagandistiche, non sono ammissibili in uno Stato di diritto».

Quella del Tar del Veneto è - bene sottolinearlo - solo una sospensiva. Ma è indubbio che nel braccio di ferro tra il primo cittadino scaligero e le associazioni animaliste segni un punto a favore di queste ultime.
 
Interpellato dalla stampa locale Tosi ha commentato di aver fatto solo «quel che ritenevo giusto per richiamare l’attenzione sul problema degli allevatori della Lessinia danneggiati dalla presenza dei lupi e l’obiettivo è stato raggiunto: la mia impressione, comunque, leggendo il dispositivo della decisione del Tar Veneto, è che la mia ordinanza, forse, sia stata letta un po’ distrattamente».


Staremo a vedere dunque come i giudici amministrativi veneziani si pronunceranno in via definitiva sul caso. Per ora restano l’eco dello scandalo nazionale suscitato dal provvedimento del primo cittadino leghista, che la momento della firma dell’ordinanza aveva dichiarato che l’obiettivo non era «quello di sparare ai lupi, ma di costringere l’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) a capire che vanno spostati dalla Lessinia perché è un territorio troppo antropizzato, dove il lupo non può convivere con l’uomo. Inviterei comunque le associazioni animaliste a prendere in considerazione anche la vita dei bovini, degli asini e degli altri animali sbranati dai lupi che, in Lessinia, si trovano di fatto a vivere in una sorta di “grande stalla a cielo aperto”.

 

D’altra parte, la stessa nota dell’Ispra del 29 settembre scorso, «prende atto delle rilevanti problematiche legate alla presenza del lupo nel territorio della Lessinia, legati ai frequenti casi di predazione sul bestiame domestico, che hanno interessato un numero elevato di vitelle e manze, causando rilevanti tensioni sociali e determinando in alcuni casi danni che possono risultare insostenibili per gli allevamenti colpiti».

 

 

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