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Caro Matteo Renzi,

il tuo è un tradimento

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Caro Matteo, il tuo è un tradimento

Carissimo Matteo, ci siamo conosciuti a Bolzano quando tu eri Presidente del Consiglio e io referente diverse abilità del Sindaco. Ti vanti di aver approvato la Legge sul Dopo di Noi, quando i genitori dei diversamente abili non ci saranno più, ma anche se tu hai una nipote down non ti interessa nulla. Il gesto dei giorni scorsi non mi meraviglia perché tu sei questo. Dopo aver accoltellato Enrico Letta ora l’hai fatto a Nicola Zingaretti. Sei talmente accecato dal tuo ego che nulla può farti interrogare sul tuo atteggiamento. Dici di voler combattere Salvini nelle piazze, ma sei uguale perché lui parla di porti chiusi, tu invece chiudi porte a una moltitudine di esseri umani che credono nella lotta collegiale per un Paese migliore. Livia Turco, che ho conosciuto da Ministra delle Politiche Sociali, non si è mai vantata come te per leggi a favore anche dei diversamente abili perché occorre avere un dono che tu non hai: si chiama Umiltà. Vai pure per la tua strada, fatta di intrallazzi, giochetti e Potere. Io continuerò per la mia, fatta di onestà, ascolto, reciprocità. Mi dispiace soltanto averti creduto, ma nella vita non si finisce mai di imparare.

Ubaldo Bacchiega


 

 

La tua lettera mi sembra troppo dura

Mai avrei pensato, nella vita, di fare (anche) l’avvocato difensore di Renzi, caro Ubaldo. Ma la tua lettera mi sembra davvero troppo dura. La delusione ci sta. Anche il richiamo all’altro Matteo, all’egocentrismo, alla via del Pd che in parte si sbriciola. Ma il Pd, da questo punto di vista, non è mai riuscito ad essere davvero la casa dei renziani. Ho già scritto in una risposta che Renzi, che in fondo del Pd non è mai stato, ha provato a cambiare il sistema da dentro e, non riuscendoci (malgrado l’enorme consenso che ha avuto per un istante e poi dilapidato), ha deciso di costruire qualcosa da fuori. Non voglio ripetermi: ti dico solo che non è giusto accusarlo sul tema del «dopo di noi», perché è una battaglia importante portata avanti da quel governo, e anche sugli intrallazzi andrei cauto. Sbandierare ciò che s’è fatto è poi un classico della politica. Ripeto una cosa: se l’impresa gli riesce, il bullo Matteo dà una risposta ai molti orfani di un certo centro della politica, a molti di coloro che disertano le urne e ai molti giovani che guardando con interesse solo ad altre proposte politiche. Se non gli riesce, sarà l’ennesimo ex segretario di un partito di sinistra rancoroso che andrà a schiantarsi senza indebolire - come lui peraltro asserisce di non voler fare - chi nel “vero” partito, come te, è invece rimasto. Va altresì detto che nelle varie interviste che ha concesso in queste ore, Renzi non ha introdotto altro odio in una politica che di cattiveria è già piena. Viceversa, ha solo cercato di dire che sarà leale al governo (anche se l’aveva già detto a Letta...), che augura fortuna al Pd (e qui vedo che sorridi) e che si preoccuperà del futuro (termine assai generico, come giustamente ha fatto notare ieri Prodi). Anch’io, parlando l’altra sera con l’onorevole Ettore Rosato (coordinatore di Italia Viva), ho messo una accanto all’altra le varie contraddizioni che accompagnano questa operazione (ripeto: già tentata senza fortuna da molti prima di lui). Ma Rosato dice che sarà la storia a giudicare. Sediamoci in prima fila e vediamo cosa succede. Chissà, magari Matteo Renzi si prenderà anche la briga di risponderti direttamente da queste colonne.

a.faustini@ladige.it

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