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Rabbi e Malles, comuni contro i pesticidi

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Rabbi e Malles, Comuni contro i pesticidi

Due esempi di amministrazione comunale virtuosa: sono quelli dei Comuni di Malles (Val Venosta) e Rabbi (Val di Sole), che hanno dimostrato di avere in comune una rara ed inedita sensibilità nei confronti dell’ambiente e, in definitiva, della salute delle persone che ci vivono.

Di recente la Corte dei Conti ha riconosciuto legittimo il referendum antipesticidi indetto dal comune altoatesino nel 2014, alla luce del quale è stato adottato un regolamento che bandisce l’utilizzo di pesticidi considerati molto tossici ai sensi del Regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio, stabilisce distanze di sicurezza per il resto dei fitofarmaci e promuove una graduale transizione al biologico.

L’amministrazione comunale di Malles, interpretando la volontà dei suoi cittadini che si sono espressi con un referendum, rappresenta dunque un bell’esempio di tutela dei diritti di sussidiarietà e precauzione, del diritto di vivere in un ambiente salubre come sancisce l’articolo 32 della nostra Costituzione. Fatto questo agli antipodi dell’azione regolatrice e di pianificazione dello sviluppo socio-economico espressa negli ultimi decenni dalla nostra provincia e dalle nostre amministrazioni comunali.

Nel caso specifico delle valli del Noce, negli ultimi anni, ha preso selvaggiamente piede una monocoltura intensiva che “soffoca” i centri abitati, con un deleterio impatto paesaggistico che finisce per compromettere seriamente quello che dovrebbe essere invece un proficuo connubio agricoltura/turismo ma, soprattutto, va a discapito della salute degli abitanti di queste valli.

La Val di Sole, toccata dal fenomeno più di recente, se fosse stata un po’ più accorta e lungimirante, avrebbe potuto sapersi distinguere, ma ha preferito di fatto, non so se per cattiva amministrazione o per avidità della sua gente, o entrambe le cose, accodarsi del tutto acriticamente all’industria delle mele-Melinda.

A monte del problema chiaramente non unica causa, ma un mix di fattori, che va dalle pressioni esercitate dalle industrie sulle autorità nazionali ed europee per avere il permesso di utilizzare sostanze altamente tossiche come il tanto discusso glifosato, alla latitanza od eccessivo permissivismo di amministratori politici più inclini a coltivare il consenso che ad occuparsi di salute pubblica fino, infine, ultimo anello della catena, a contadini nei quali l’opportunismo economico non pare lasciare spazio a qualsivoglia riflessione critica.

Il regolamento approvato dal Consiglio comunale di Rabbi il 28 maggio, per la disciplina delle coltivazioni agricole e l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura, denota invece la maturità di una comunità che ha realizzato che il miglior investimento che può fare per il suo futuro è quello paradossalmente di non farne alcuno, ma di limitarsi molto più intelligentemente a salvaguardare un ambiente integro, libero da pali di cemento, plastica e sostanze nocive per la salute. Questo a tutto vantaggio sia di una vocazione turistica premiata negli anni recenti da una crescente affluenza, sia della salute dei suoi abitanti non costretti a respirare aria avvelenata da pesticidi!

Oscar Andreis - Terzolas

Il Trentino è chiamato a voltare pagina

Di mio, tendo sempre a concentrarmi con maggior piacere su ciò che funziona e dunque sul risultato finale: questa nuova sensibilità, questo nuovo approccio. Non vedo tanto una gara fra chi inquina (semplifico) e chi no, quanto tra una visione del mondo, che definirei di ieri, e una nuova visione, che chiamerei di oggi e di domani. Il Trentino è chiamato ancora una volta a girare pagina, scrivendo una nuova storia: legata all’ambiente, ma anche al modo di coltivare, persino al modo di pensare e ripensare la nostra agricoltura. Ripeto: non vedo uno scontro fra il male e il bene; vedo un confronto - duro, ma anche sano e necessario - che deve portare a un dialogo senza il quale non si può costruire - nell’interesse di tutti - il futuro di questo territorio, di questa regione e di una parte importante della sua economia.

a.faustini@ladige.it

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