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Nuovo campo Coni bloccato

la pista indoor non va bene

e non passa il collaudo

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Doccia fredda per le società di atletica della città e per gli atleti di punta che erano pronti a preparare per la prima volta la stagione indoor nel nuovo impianto in costruzione sopra le tribune del campo Coni di via Maccani. Giovedì sera l’amministrazione comunale ha riunito i responsabili delle società e il presidente della Fidal trentina, Fulvio Viesi, per annunciare che il pistino indoor e le avveniristiche pedane per salti e lanci al coperto non saranno disponibili. Il gioiellino dell’atletica trentina avrebbe dovuto essere donato alla fine di ottobre ma i lavori si prolungheranno invece di alcuni mesi, fino alla prossima primavera.

Colpa di un errore nella progettazione e nella realizzazione della struttura: in una zona del secondo piano il solaio sottoposto nel giugno scorso alle prove di carico non ha passato il collaudo dei tecnici. «Già saremmo stati molto stretti coi tempi, purtroppo - spiega l’assessore comunale allo sport Tiziano Uez, che ha avuto l’ingrato compito di comunicare il rinvio - è successo questo inconveniente e l’estate è passata per vedere di studiare una soluzione. Ora si porrà rimedio e ci hanno garantito che l’impianto verrà comunque fatto a regola d’arte. I costi saranno coperti dall’assicurazione ma il tempo perduto non lo restituisce nessuno».

La nuova pista indoor sorgerà nella scatola alta dodici metri costruita sopra alle vecchie tribune affacciate sulla pista all’aperto, tribune che verranno ripristinate dopo i danni subiti in corso d’opera. Oltre a un tracciato per lo sprint da 60 metri è prevista una pedana per il salto in lungo, una per l’alto, una per il salto con l’asta e pedane anche per i lanci. Queste ultime avranno lo spazio e daranno modo di simulare il gesto atletico ma gli attrezzi, peso, martello, disco e giavellotto, verranno bloccati da reti appositamente progettate. La struttura sarà lateralmente realizzata in acciaio ma sarà trasparente a est, verso il campo di atletica.

Rammaricati per l’inatteso ritardo naturalmente i dirigenti dei sodalizi sportivi e il presidente della federazione, che non attendevano altro che inaugurare e usare una struttura che si preannuncia di avanguardia a livello nazionale. «Una brutta notizia per gli atleti ma almeno ci hanno assicurato che entro il 25 di questo mese verrà liberata dalle impalcature la sesta corsia, in tempo per poter tenere regolarmente le ultime gare del grand prix giovanile» spiega Viesi.

I disagi però al campo Coni, intitolato a Covi e Postal, non finiscono qui perché l’anno prossimo sarà la volta della pista esterna che sarà completamente rifatta e sostituita con un nuovo materiale che dovrebbe garantire buone prestazioni e limitare gli infortuni grazie alle caratteristiche di elasticità. Il rifacimento della pista non può essere rinviato perché il “tappeto” attuale, realizzato nel 2004, rischia di perdere l’omologazione da parte della federazione. I lavori inizieranno regolarmente il primo giugno, come previsto, per terminare entro la fine dell’estate.

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