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Anarchico a processo: scrisse

"Alpini assassini" sulla sede Ana

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“Alpini assassini”. La scritta, odiosa, comparsa il 9 febbraio del 2018 sui muri della sede Ana di vicolo Benassuti a Trento avrebbe un autore.
L’imbrattatore di muri, infatti, pare non si sia accorto che la facciata era sorvegliata da un sistema di telecamere di sicurezza. Telecamere che avrebbero permesso di dare un nome e un cognome all’autore. Si tratterebbe di un giovane di area anarchica che la procura ha rinviato a giudizio con l’accusa di danneggiamento, «perché deturpava e imbrattava il muro della sede» si legge sul capo di imputazione. L’imputato è Matteo Nascimben, 29 anni residente a Calliano.

Il processo si aprirà il 18 di novembre. La scritta comparve sul muro della sede Ana nelle settimane in cui gli alpini trentini lavoravano febbrilmente per organizzare la storica adunata di Trento. In sede quella sera c’erano le penne nere del gruppo di Trento impegnate in assemblea. Solo al momento di lasciare il palazzo gli alpini si accorsero che sulla facciata che guarda su via don Arcangelo Rizzi era comparsa la scritta di colore rosso “alpini assassini” senza sigle che identificassero gli autori.

L’anonimato, però, è durato poco. L’indomani gli alpini visionarono  le immagini delle telecamere di sicurezza che con i loro occhi elettronici piantonano 24 ore al giorno la sede. L’autore non immaginava che una telecamera potesse essere stata puntata anche sul retro, lungo via don Rizzi. L’imbrattatore infatti non adottò alcuna particolare cautela per non essere identificato. Le immagini delle telecamere immortalarono un gruppo di anarchici che passa lungo la via, con cartelli e striscioni, dopo aver manifestato in piazza Santa Maria Maggiore. All’improvviso un giovane si distaccava dal gruppo, estraeva una bomboletta di vernice rossa  scrivendo “alpini assassini”. Tutto questo senza travisare il viso e in silenzio visto che all’interno gli alpini non si accorsero di nulla.

Le immagini sono state allegate alla querela che gli alpini hanno sporto contro ignoti. Secondo la polizia il video mostra con chiarezza che ad usare la bomboletta spray sarebbe stato Nascimben. Naturalmente sarà il giudice a valutare la sussistenza di eventuali responsabilità di rilievo penale. L’Ana si costituirà parte civile.

Quella del 9 febbraio 2018 era stata una serata movimentata in città. Oltre alla scritta sulla sede dell’Ana, c’era stata la protesta di una settantina di anarchici che manifestavano contro i fascismi. Ignoti mandarono in frantumi una vetrina in via delle Orne mentre in passaggio Zippel tre individui, a volto coperto,  lanciarono uova marce e uova di vernice color verde contro la sede di Fratelli d’Italia. Precisiamo che a Nascimben viene contestato solo il danneggiamento per la scritta sul muro dell’Ana.

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