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Al Muse apre oggi la mostra

"Cosmo Cartoons", oltre la Luna

lo spazio nell'immaginario

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Verrà inaugurata oggi al Muse di Trento una nuova mostra, "Cosmo cartoons", che racconta l'esplorazione dello spazio e l'allunaggio attraverso interazione e multimedialità, con approfondimenti sul fumetto, il romanzo di fantascienza, il cinema e il videogioco.

Inserite opere cinematografiche e disegni animati: dai film di Meliès di fine Ottocento a "Interstellar", da "Star Trek" ad "Alien", da "Spazio 1999" a "The Martian", da "Capitan Harlock" a "Il Pianeta Selvaggio".

Non mancano le illustrazioni, dai volumi di Verne e de Parville alle riviste statunitensi dove nacque ufficialmente la fantascienza, fino ai copertinisti di "Urania" (Caesar, Jacono, Karel Thole, Victor Togliani) senza dimenticare la fantascienza per i più giovani, dal Corriere dei Piccoli a Topolino e i contribuiti dell'arte orientale.

Uno spazio particolare è dedicato alla Luna e allo sbarco dell'Apollo 11 attraverso un salotto degli anni '60. C'è anche uno spazio sulla fantascienza e un altro dedicato al gioco e al videogioco. L'inaugurazione di oggi alle ore 16 continuerà con una grande festa a tema "spaziale".

I trentini potranno tuffarsi nell’affascinante mondo dell’unico satellite naturale del Pianeta Terra, tra scienza, spettacolo, suggestioni culturali e musicali, fino a notte fonda, nel cinquantesimo anniversario dell’allunaggio della missione spaziale statunitense Apollo 11 sul suolo lunare. Quel famoso piccolo passo per l’Uomo ma grande per l’Umanità ricordato dal principale protagonista di quella storica avventura, Neil Armstrong. Anche se il successo della missione, nell’evolversi della guerra fredda tra Usa e Urss, spostatasi tra orbite e stelle, non ebbe forse il futuro che ci si poteva aspettare.

La Luna è rimasta un po’ a guardare e la (nostra) vita su Marte deve ancora essere esportata. Ma fantasia e fantascienza, con l’arte, rendono tutto possibile. In queste ore al Muse di Trento su due colonne della mostra Cosmo Cartoons, che sarà inaugurata al primo piano del Museo disegnato dalla matita di Renzo Piano, stanno prendendo corpo due murales d’autore, di tema spaziale e lunare in particolare. La mano d’artista è più che nota in Trentino. È quella di Omar Garcia Cruz, 42 anni, artista messicano che nel 2008 realizzò il famoso murale dell’Orso Bruno sull’edificio della vecchia Dogana, diventato sede del Centro sociale omonimo e abbattuto cinque anni fa. Qui farà invece un murale più realistico sull’allunaggio e uno più fantastico sulla vita su Marte, con astronavi e androidi. L’arte messicana del murale (street art), nata cent’anni fa, deve molto all’Europa, conclude l’autore: «Alla tecnica dell’affresco italiano, all’impressionismo e al fauvismo francesi».

 


   

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