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Sono state ritrovate

le 4 e-bike rubate dai vandali

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Ritrovate e consegnate dalla polizia locale al servizio di bike sharing della Provincia quattro bici elettriche che erano scomparse dalle stazioni di ricarica a Gardolo, Top Center e Bren Center, in seguito all’atto di vandalismo che fra l’altro ha distrutto tredici colonnine di ricarica.
Lo comunica il comandante della polizia locale, Lino Giacomoni: «Due delle bici erano state abbandonate fra Lungadige Leopardi e via Lampi, le altre in via Canova a Gardolo. Risultano danneggiate nelle parti elettriche, collegamenti rovinati e cavi tranciati».

Ora si cerca di dare un volto agli autori di questo ignobile gesto. «Da quanto possiamo intuire - spiega Giacomoni - si tratta di ragazzi che hanno agito nella notte, fre le 2 e le 3 di martedì. Alcune delle telecamere comunali ci hanno dato delle indicazioni, adesso nell’ambito delle indagini cercheremo di analizzare nel dettaglio i filmati, in particolare per quanto riguarda la videosorveglianza attiva in via Pranzelores a Trento Nord e in via IV Novembre a Gardolo».

Può darsi che incrociando gli indizi raccolti nei luoghi di rinvenimento delle biciclette e le informazioni della videosorvegliana, gli investigatori della polizia municipale riescano a dare un nome ai responsabili di quella che definire una «bravata» sarebbe troppo riduttivo e semplicistico visto il danno a un bene collettivo. Lo stesso Giacomoni sottolinea che si tratta di un episodio eccezionale, per l’entità dei danni causati dai vandali: la stima si aggira sui 25 mila euro.

«È la prima volta che qui ci troviamo di fronte a azioni del genere, ai danni delle ciclostazioni. La vigilanza non mancherà per prevenire il ripetersi di simili episodi e certamente sarebbe molto utile un sistema di telecamere posizionate ad hoc, per controllare costantemente le stazioni dell’e-bike sharing, accanto alle 500 presenti nella rete di controllo attivata dal Comune di Trento».

Il comandante della polizia locale spiega tuttavia che l’episodio dell’altra notte non è rappresentativo di quanto succede in città in fatto di vandalismi: si è trattato di un’eccezione in un panorama «non particolarmente allarmante» per frequenza e caratteristiche dei danneggiamenti.

Come noto, le cronache riferiscono spesso di piccoli vandalismi (ma certamente assai fastidiosi per chi li subisce); vengono colpite biciclette parcheggiate, fioriere, macchine in sosta (tipico lo specchietto rotto), i lampioni, le panchine pubbliche, i cestini dei rifiuti. Siamo purtroppo in qualche modo nell’ordinarietà e, per quanto sia un fenomeno che disturba e mortifica il senso del bene comune, restiamo lontani dai livelli di altre realtà urbane e metropolitane che registrano quotidianamente fatti molto gravi.

Sempre in materia di biciclette, ricorda Giacomoni, non va dimenticato che il Comune di Trento offre gratis il servizio «Targa la bici», allo scopo di incentivare l’uso della due ruote e di contrastare il fenomeno dei furti. L’amministrazione assicura ai cittadini che ne fanno richiesta l’intervento di punzonatura, con tecnica indelebile, del codice fiscale del proprietario sul telaio della bicicletta. Questo, ovviamente, in caso di furto e di successivo ritrovamento consenti di risalire facilmente al proprietario del mezzo.

Per tornare al danneggiamento subito dal servizio provinciale «Bike sharing e.motion», oltre alle 13 colonnine distrutte ieri mattina, nelle stazioni c’erano anche sei e-bike rotte. Il servizio provinciale, attivo, con oltre 700 abbonati, a Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Lavis, San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo, prima dell’ultimo episodio nel capoluogo aveva registrato nel complesso danni a 8 colonnine e 32 biciclette (colpite anche stazioni a Rovereto), per un costo totale di 60 mila euro. Va da sé che se per i piccoli danni causati durante l’uso si può risalire all’ultimo abbonato che ha prelevato con la smart card l’e-bike, nel caso dei vandali l’unica possibilità di smascherarli (e il principale deterrente) resta la videosorveglianza, richiesta pure dal dirigente provinciale del Servizio trasporti pubblici, Roberto Andreatta, che auspica una forte attenzione su questo problema riguardante un progetto nel quale è già stato investito un milione di euro.

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