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Scuola, i "maturi" promuovono

l'orale con le tre buste

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Per qualche decina di studenti trentini la maturità è finita e le vacanze possono iniziare. Ieri mattina, infatti, alcune classi di alcune scuole hanno iniziato con gli esami orali, ultima tappa di un mese, o meglio un anno, all’insegna di tensione e preoccupazione. E, ansia su ansia, si è trattato dell’esordio dell’esame con le buste, la novità 2019: ogni studente ha dovuto pescare una scheda contenente uno spunto (una fotografia, una frase o un breve testo) utile per iniziare l’esame. Una formula che ha introdotto una componente di casualità che, sulla carta, avrebbe potuto aumentare i timori dei maturandi. Ma, sentendo i primi studenti trentini “maturi”, tutto è andato bene.

Al Rosmini ci sono Chiara Mattana e Angelica Pajic: amiche e compagne di classe, hanno terminato la loro fatica e possono festeggiare.

«Sono entrata alle 8 in punto e uscita circa tre quarti d’ora dopo - sorride Chiara Mattana - e quindi credo di essere stata una delle primissime in tutta Italia a terminare l’esame. Ho scelto la busta in mezzo e c’era una foto di una stazione con molte persone con le valigie e alcune frasi in tedesco su lavoro e multiculturalità. Così ho iniziato parlare, passando dal diritto, con gli articoli di tutela del lavoro, all’italiano con Verga, dalla storia con Giolitti all’inglese con la Victorian Age. Credo sia andata abbastanza bene. Adesso? Beh, ci sarà una mini vacanza a Rimini con alcune amiche e compagne di classe, e poi io faccio l’insegnante di pattinaggio e quindi lavorerò. A settembre mi iscriverò a Scienze Motorie».

Grandi sorrisi anche per Angelica Pajic, che intorno alle 11 ha terminato la sue esperienza alle superiori. «Un’ora di orale, ma sono riuscita a creare molti collegamenti, parlando della Prima guerra mondiale, del futurismo, della Rivoluzione industriale e anche dell’Unione Europea. Poi ho raccontato le esperienze di alternanza scuola lavoro: ho lavorato al Fai, poi da un avvocato e ho anche fatto un semestre in Australia. Adesso un po’ di vacanza, poi riprenderò a studiare per il test in Studi Internazionali. Ma andrò anche in Croazia da mia nonna».

Chi, dopo un po’ di meritato riposo, dovrà riprendere a studiare è Ilaria Paternoster, del Da Vinci. «Vorrei fare fisioterapia e quindi a breve mi rimetterò a studiare: il relax quest’estate sarà ben poco. I prof mi hanno aiutata durante l’orale perché non era facile fare dei collegamenti multidisciplinari: ho pescato una busta con un argomento di chimica, con una foto di orbitali, e quindi coinvolgere alcune materie era difficile».

Dal Da Vinci al Prati. Esce con un super sorriso, abbracciata a un’amica, Cornelia Marafante. «Pensavo peggio, sono soddisfatta. I prof mi hanno permesso di gestire il tempo e grazie alla foto della busta sono riuscita a fare una serie di collegamenti tra Marx, James Joyce, Leonida e Seneca. Adesso un po’ di mare, poi andrò a Bruxelles per raggiungere delle amiche in Interrail. Credo che il Prati mi mancherà: sono stati cinque anni sofferti, ma questa è diventata la nostra casa, qui dentro siamo cresciuti tutti insieme, e quindi un filo di tristezza c’è. A settembre? A Bologna al Dams».

«Penso che le buste siano una buona soluzione - racconta Christian Malacarne, anche lui “maturo” del Prati - ma bisognerebbe durante tutto l’anno puntare sull’interdisciplinarietà. Io ne avevo davanti 23 tra cui scegliere e mano a mano ne viene eliminata una finché l’ultimo della mia classe ne avrà davanti solo 3 tra cui scegliere. Dal fine settimana inizierò a lavorare, come operaio in un cantiere. E poi a settembre Economia».

Lavoro, viaggio e studio saranno le parole d’ordine dell’estate di Letizia Marcucci: «Il programma prevede Barcellona con gli amici, poi lavoro nella ristorazione e infine lo studio per il test di Medicina. Oggi è andata abbastanza bene, almeno credo. Con la foto della busta sono riuscita a fare dei collegamenti: ma ormai è andata. È finita».

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