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Crack della cooperativa BTD

7 patteggiamenti (con Dalpalù)

ma anche rinvii a giudizio

Oltre un milione di risarcimenti per "uscire" dal processo

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Oltre un milione di euro di risarcimenti alla Btd Primiero, la cooperativa edile posta in liquidazione coatta amministrativa il 26 maggio del 2015 e dichiarata insolvente dal Tribunale il 19 luglio del 2016, ha spianato la strada a sette patteggiamenti. Tra questi quello del presidente del Sait, Renato Dalpalù, all’epoca nel comitato di controllo di Btd (nella foto).

Sono stati invece rinviati a giudizio, tra gli altri, il dirigente della Divisione vigilanza della Cooperazione Enrico Cozzio e Marco Redi, revisore della stessa divisione: nei loro confronti, però, è stata ritirata la costituzione di parte civile da parte dell’avvocato Giacomo Merlo, che rappresenta i commissari liquidatori Mariano Zanolli, Emiliano Dorighelli e Carlo Chedi. Le parti hanno infatti già raggiunto un accordo transattivo in sede civile con la Federazione trentina della cooperazione, uno dei soggetti nei confronti dei quali era stata promossa l’azione di responsabilità in qualità di organismo di vigilanza. I patteggiamenti.

Ieri mattina sette dei quattordici imputati sono usciti di scena, dopo avere raggiunto un accordo con il pubblico ministero Alessandra Liverani, titolare dell’indagine. Un’intesa arrivata a fronte del risarcimento da parte degli ex amministratori della Btd e del comitato di controllo in sede civile, dove è pendente la causa per l’azione di responsabilità promossa dai commissari liquidatori della coop edile del Primiero dichiarata insolvente con un buco di 21 milioni. Per tutti l’accusa è passata da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice: l’ipotesi è che il mancato controllo degli imputati avesse permesso di aggravare il dissesto della Btd.

Patteggiamenti che ieri sono stati ratificati dal gup Enrico Borrelli: per tutti la pena è stata sospesa. Renato Dalpalù, assistito dall’avvocato Alessandro Melchionda, componente del Cda dal 21 maggio del 2010 all’1 dicembre 2014 ma anche in precedenza, inoltre membro del comitato di controllo sulla gestione dal 2007 al 2014 ha chiuso con un anno di pena. Franco Bettega, presidente del Cda, che presentò una denuncia sul dissesto della Btd, ha patteggiato 6 mesi. Danilo Bettega, Alberto Micheli, Andrea Moser, Michele Marinello (tutti componenti del Cda di Btd Servizi tra 21 maggio del 2010 al 28 giugno 2013), difesi dall’avvocato Marco Stefenelli, hanno chiuso questo capitolo giudiziario con una pena di 3 mesi. Infine Franco Sartori (componente del Cda e membro del Comitato di controllo nello stesso periodo di Dalpalù), assistito dagli avvocati Andrea Girardi e Chiara Graffer, ha patteggiato 11 mesi.

Direttore tecnico verso l’accordo.
L’elenco dei patteggiamenti è però destinato ad allungarsi. Anche Fabiano Dalla Sega, direttore tecnico ma per un periodo anche consigliere e vicepresidente del Cda della Btd e sua moglie Carla Fontan, difesi da Giorgio Franciosa e Mario Cometti, stanno cercando di trovare un’intesa con la procura, anche sul fronte del risarcimento: l’udienza per loro è stata fissata in settembre. Dalla Sega, accusato di bancarotta fraudolenta, per la pm sarebbe stato il beneficiario (in alcune occasioni insieme ai familiari) di tre episodi di distrazione.

In cinque vanno a processo.
Saranno processati in dicembre, invece, gli altri cinque imputati, rinviati a giudizio dopo che il gup Borrelli ha respinto la richiesta di proscioglimento. Tra questi Enrico Cozzio , dirigente della Divisione vigilanza della Cooperazione (ritenuto responsabile di aver dato il via libera ai bilanci Btd, anche se fu proprio la Vigilanza coop a sollevare il caso che ha portato alla liquidazione) e Marco Redi (revisore della Divisione vigilanza), entrambi difesi dagli avvocati Andrea de Bertolini e Giovanni Ponti. Nei loro confronti ieri mattina è però venuta meno la costituzione di parte civile da parte dei commissari liquidatori, dopo che Federcoop ha raggiunto un accordo transattivo in sede civile per il risarcimento del danno: insomma, per il presunto danno dei due funzionari - che, va detto, respingono comunque ogni accusa - ha già pagato il “datore di lavoro”. In totale i risarcimenti superano il milione, tra assicurazioni (800mila euro) e somme versate dai singoli imputati (circa 200mila euro).

Sono decisi a difendersi in un processo pubblico anche Guido Dalla Sega e la moglie Catia Dallagiacoma (difesi dall’avvocato Carlo Bertacchi), accusati di bancarotta fraudolenta in concorso con Fabiano Dalla Sega e la moglie, per una operazione immobiliare e l’ingegner Arturo Gobber, finito nei guai per una perizia asseverata in relazione a questa vicenda (difeso da Paolo Dematté e Stefano Daldoss).

IL PRESIDENTE DEL SAIT
Il presidente del Sait Renato Dalpalù ha deciso uscire dalla vicenda penale che lo vedeva imputato per il crac della Btd Primiero con un patteggiamento. Ha chiuso con un anno di pena (sospesa). Una scelta, come evidenzia l’avvocato difensore, Alessandro Melchionda, che non va però letta come una ammissione di colpevolezza. Anche se la giurisprudenza è chiara in merito: «Infatti la sentenza di patteggiamento pur non potendosi tecnicamente configurare come sentenza di condanna, anche se è a questa equiparabile a determinati fini, presuppone pur sempre una ammissione di colpevolezza che esonera la controparte dall’onere della prova» (Cassazione, n. 9358/2005).

«Si tratta soltanto di una scelta tecnica - evidenzia il legale - Dalpalù ha scelto di voltare pagina, dopo avere chiuso anche nel campo civile».
Ma se il patteggiamento ad un anno (con la sospensione della pena), consentirà a Dalpalù di proseguire l’attività di commercialista, resta però aperto il procedimento davanti al consiglio di disciplina dell’Ordine dei commercialisti. Il fascicolo, rimasto di fatto “congelato” in attesa dell’esito del processo penale, arrivato ieri, sarà ora ripreso dal consiglio di disciplina. Le sanzioni, in questo caso, possono andare dalla più lieve censura, alla sospensione, fino alla radiazione. Ma va anche precisato che non esiste alcun automatismo fra la decisione del giudice penale e quella del consiglio di disciplina.
Accanto al capitolo “penale”, che in parte è stato definito ieri, per il crac della Btd Primiero c’è anche il versante civile. Il Tribunale e i commissari liquidatori della Btd Servizi Primiero Mariano Zanolli, Emiliano Dorighelli e Carlo Chelodi nella primavera 2017 avevano avviato l’azione di responsabilità per il crac della cooperativa edile di Imer contro gli ex amministratori, compreso l’ex presidente Franco Bettega e l’ex vice, e direttore tecnico, Fabiano Dalla Sega, gli ex membri del comitato di controllo, tra i quali l’attuale presidente del Sait Renato Dalpalù, e la stessa Federazione Trentina della Cooperazione in qualità di organismo di vigilanza. Il conto presentato era di 7 milioni. In molti, come detto, hanno deciso di mettere mano al portafoglio e la partita in sede civile si è chiusa con una transazione.

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