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Dai banchi ai computer: acquisti congelati

Le scuole trentine sono in bolletta

I problemi causati dalla tempesta Vaia

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Le scuole trentine, dalle elementari alle superiori comprese, chiedono che si sblocchino i fondi per gli acquisti di cattedre, computer, sedie e tutte quei beni durevoli catalogati come per investimento. Il problema, chiarisce il presidente dell’Associazione presidi trentini, Paolo Pendenza, riguarda il fatto che «è stato azzerato il conto capitale per le scuole nel 2019 che permette di fare acquisti di beni».

La decisione originaria era stata assunta dalla precedente giunta, e poi tradotta concretamente con una determinazione firmata da Laura Pedron, con la quale si assegnavano alle scuole trentine le risorse per la qualità e le spese di funzionamento (come il riscaldamento o altro ancora), ma non per le spese di investimento. La scelta era quella di attendere marzo per l’assestamento in cui assegnare le risorse per gli investimenti. Soldi che significa poter acquistare cattedre, sedie o computer se necessario.

La tempesta Vaia con i suoi 300 milioni di euro di danni complessivi, di cui un centinaio per gli enti pubblici, tra Provincia e Comuni, ha rimescolato le carte. Così che la variazione tecnica di bilancio di marzo non ha trovato le risorse per il fondo in conto capitale. E ora si attende l’assestamento di bilancio di giugno per poter rispondere alle esigenze delle istituzioni scolastiche.

Il quadro sul numero di scuole completamente a secco di risorse, in quanto senza avanzi di amministrazione dai bilanci precedenti, sarà certo solo tra qualche tempo, quando ci sarà il quadro definitivo dei consuntivi delle scuole. In alcuni casi, come spiega lo stesso Pendenza, la possibilità di acquisto di beni durevoli è ferma, perché «è tutto bloccato. Noi ancora non appiamo nulla sulla possibilità di uno sblocco delle risorse e quindi aspettiamo. La situazione riguarda il fondo per le spese in conto capitale che comprende tutte le elementari, medie e superiori». Pendenza non ha ancora fatto una richiesta scritta ufficiale sulla questione, perché non ritiene sia necessaria aprire fronti polemici con la Provincia. Ma certo la speranza è che si vada verso una soluzione della situazione. Le risorse che mancano per le scuole in media sono pari ad alcune migliaia di euro per ciascun istituto. «Nel nostro caso - conclude Pendenza - sono circa 8.000 euro per gli investimenti che normalmente abbiamo a disposizione e che quest’anno, per ora, non ci sono».

Rispetto agli anni precedenti, spiegano in Provincia, quando era l’assestamento in primavera a definire le risorse effettivamente a disposizione per gli investimenti delle scuole sui beni durevoli (come appunto cattedre o computer o mobilio per le aule ad esempio), la nuova consigliatura e il lavoro della giunta ha dovuto fare subito i conti con i danni da maltempo. E a marzo, paradossalmente, il capitolo sulla scuola, dall’edilizia fino agli investimenti, è stato peggiorato, visto che appunto i danni del maltempo hanno convinto la giunta a ridurre le spese per il triennio per circa 150 milioni di euro.

«Nell’assestamento di bilancio - afferma il direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti - un po’ di risorse ci saranno, perché ne arriveranno dallo Stato a sostegno parziale del rimborso dei danni del maltempo di ottobre scorso». Parziale, perché gli oltre 200 milioni di euro promessi nel triennio 2019-2020-2021, arriveranno ovviamente spalmati su tre anni e soprattutto copriranno in alcuni casi il 50% dei danni (con il resto che dovrà essere messo dalla Provincia) e in altri il 100%. E anche sulla distribuzione delle risorse, precisa Nicoletti, prima di sapere quanti soldi andranno per coprire che cosa, ovviamente occorre considerare il quadro complessivo che sarà indicato dagli assessorati e dalla giunta. «L’esecutivo deciderà come allocare le risorse che si libereranno - assicura Nicoletti - Se non ce ne saranno a sufficienza per soddisfare tutte le richieste, si fisseranno delle priorità e si stanzieranno le risorse adeguate». Il quadro in ogni caso diverrà chiaro solo nelle prossime settimane. E anche per la scuola si capirà dunque quali e quante risorse arriveranno per l’edilizia scolastica e per gli investimenti in beni durevoli.

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