Contestato il convegno sul «genere», la Polizia carica dentro il palazzo della Provincia

La Polizia ed i Carabinieri hanno ieri sera caricato i manifestanti (femministe, attivisti di Arci Gay, studenti e rappresentanti della Cgil del Trentino) che stazionavano nel corridoio del Palazzo della Provincia per contestare il convegno sulla identità di genere organizzato dagli assessori Bisesti e Segnana, ed ai quale era stato loro vietato di accedere: dura protesta dei sindacalisti Cgil che contestano le forze dell'ordine per l'intervento a freddo. «Nessuno stava facendo del male a nessuno e avete tirato fuori i manganelli». Ferite lievemente alcune persone. 

IL VIDEO DELLA CARICA NEL PALAZZO DELLA PROVINCIA 

 LA REAZIONE DEI MANIFESTANTI

La notizia delle cariche ha fatto il giro della città e sui social si sono moltiplicati gli appelli a presidiare il palazzo di piazza Dante, dove si è radunata verso le 20 una folla di circa 400 persone. I relatori del convegno hanno dovuto lasciare la sede sotto scorta di Polizia e Carabinieri, accolti da urla e insulti. Preso di mira soprattutto l'assessore alla Cultura Mirko Bisesti, il quale invece di uscire dal retro, ha voluto sfidare il sit-in davanti al palazzo, accompagnato dal suo capo di gabinetto Andrea Asson. Poco dopo l'assessore provinciale alla conoscenza ha commentato a caldo: "Questi sono nazisti rossi, ringrazio le forze dell'ordine per l'interventio". A surriscaldare gli animi anche il consigliere del centrodestra Claudio Cia, il quale ha urlato ai dissidenti "Ecco i democratici di m..." provocando lì'ira degli esclusi dal convegno. Cia non si è pentito: "Ho gridato così perché sono stato provocato", ha dichiarato. GUARDA IL VIDEO

 

 


 LA NOTIZIA -  Grande tensione, nel pomeriggio al Palazzo della Provincia in piazza Dante di Trento dove si tiene il convegno voluto dalla giunta provinciale dal titolo «Uomini e donne, solo stereotipi o bellezza delle differenze?». Un folto gruppo di femministe, con una delegazione della Cgil e molti studenti, hanno infatti cercato di entrare nella sala, ma sono stati fermati dai carabinieri in quanto la capienza era già superata.

Qualche coro di protesta, e il tentativo di entrare, accompagnato dalla critica: i «favorevoli» al convegno sarebbero stati fatti entrare prima da una porta sul retro, di fatto «occupando» tutta la platea ed escludendo così il dissenso, dicono i contestatori, che sono stati confinati nel corridoio di accesso alla Sala Belli. Poco dopo, i pochi contestatori che erano riusciti ad entrare hanno duramente contestato i relatori e l'assessore Segnana, gettando volantini, e sono intervenuti i Carabinieri in tenuta antisommossa e con i manganelli. Nel corridoio gli esclusi hanno intonato la canzone partigiana «Bella ciao».

Il convegno era già stato duramente criticato nei giorni scorsi: «la Giunta provinciale, per iniziativa degli assessori Segnana e Bisesti, ha un’idea quanto meno singolare di intendere “approfondimento scientifico”. Dopo tre mesi dalla decisione di sospendere (sarebbe meglio dire cancellare) i corsi sull’educazione alle differenze di genere, infatti, i due titolari delle deleghe su Pari opportunità e Istruzione organizzano il convegno limitandosi ad invitare solo relatori dichiaratamente di parte, senza alcun contraddittorio né confronto tra visioni diverse. Una scelta inopportuna e grave – avevano sottolineato il segretario generale della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, e Cinzia Mazzacca, segretaria provinciale della Flc del Trentino - che dimostra la visione intollerante, chiusa e retrograda di questa giunta provinciale sui temi relativi al genere e alla famiglia. Non era mai successo che un’istituzione come la Provincia scegliesse in maniera così marcata di chiudere le porte ad ogni forma di confronto. Quel che è più grave è l’imposizione di una visione, senza alcuno spazio ad un normale confronto».

Il convegno viene promosso invece da Segnana come «un’occasione assai preziosa per effettuare quei chiarimenti e approfondimenti rispetto ai quali la competenza dei relatori invitati costituisce garanzia».

Come noto i corsi sono stati interrotti con la motivazione che «si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la nuova giunta intende perseguire».

«Si promette di approfondire non coinvolgendo le educatrici che tenevano i corsi nelle scuole trentine, quindi scegliendo deliberatamente di non andare a vedere i contenuti, ma cercando solo un’ulteriore giustificazione ad una decisione già assunta e che per quanto ci riguarda si basa su un pregiudizio insistono Ianeselli e Mazzacca - In ballo ci sono temi molto importanti come le differenze di genere, le pari opportunità sul lavoro, la violenza di genere, i pregiudizi. Invitiamo tutti i trentini che non si riconoscono nella visione promossa dalla giunta a venire domani pomeriggio per fare capire che a pensarla diversamente siamo in tanti». (FOTO e VIDEO Paolo PEDROTTI)

 

 

 

 

IL COMMENTO DEL CONSIGLIERE MANICA (PD)

«Quanto accaduto questa sera all’interno del palazzo della Provincia non ha precedenti. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno infatti sgomberato il palazzo durante l'incontro promosso dalla Giunta dal titolo «Uomini e donne, solo stereotipi o bellezza delle differenze?». Proprio la Giunta è la responsabile di quanto accaduto e di questo ignominioso evento, concepito male - senza un vero contradditorio e confronto tra diverse posizioni e sensibilità - e gestito ancora peggio - cercando di fare entrare in sala solo coloro che si dichiaravano più affini ai temi trattati. Il vero problema è l'evento in se, l’intolleranza violenta (perché la violenza ha molte forme) dimostrata dalla Giunta nell’escludere dal dibattito le idee diverse dalla propria. L’esclusione, il non riconoscimento di dignità, è sempre foriero di conflittualità. Non si possono affrontare temi così complessi escludendo una parte, senza trasparenza, senza dare valore al confronto. La Giunta smetta di fare campagna elettorale e di scimmiottare i propri superiori romani, e cominci a lavorare e a dare rappresentanza a tutti i trentini e le trentine».

IL COMMENTO DI "FUTURA" 

Per il partito Futura 2018: "Un'allucinante iniziativa "culturale", quella sulla differenza tra donne e uomini, con slides horror ossessionate dalle anomalie genetiche e genitali dopo che l'assessora aveva assicurato che i prossimi corsi sul "rispetto di base" eviteranno la sfera sessuale.
Una conferenza che doveva essere aperta, in una sala dell'istituzione che viene tenuta chiusa fino a un quarto d'ora prima e viene riempita a metà da dipendenti provinciali e sostenitori della Lega. La protesta civile e silenziosa di alcuni partecipanti, che lasciano una ventina di sedie vuote, ma agli altri fuori non è consentito di entrare. 
Una sconcertante gestione dell'ordine pubblico, con carica di polizia dentro il corridoio del palazzo della Provincia. E capolavoro finale: l'assessore alla cultura che esce con super scorta di agenti dalla porta principale della Provincia in mezzo ai manifestanti, con rischi per lui, per chi lo contestava e per le forze dell'ordine.
Una pagina triste, molto triste, per la Provincia, per l'autonomia, per il palazzo di tutte e di tutti i trentini" Il consigliere Paolo Ghezzi ha poi commentato: "Povero Trentino. Il venerdì nero dell'autonomia provinciale. 22 marzo amaro: il palazzo di tutte e tutti i trentini ridotto a triste teatro di convegni assurdi di pulizia antigender e assurde cariche di Polizia antisommossa".

UGO ROSSI CONTRO BISESTI

L'ex governatore Rossi se la prende con l'assessore Mirko Bisesti che ha definito i contastatori «nazisti rossi»: «Tristezza,preoccupazione. Chi guida le istituzioni dovrebbe saper accettare e gestire le contestazioni, anche quelle dure. Ma ancor di più, dopo aver dimostrato di non saperlo fare, dovrebbe evitare certe dichiarazioni» commenta Ugo Rossi su Twitter.

BISESTI SU FACEBOOK: ECCO I DEMOCRATICI

 

COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE DELLA LEGA

«La Giunta provinciale si sta adoperando su tematiche chiare come gli stereotipi di genere, le pari opportunità e le differenze sessuali, concetti di un’importanza tale da rendere imprescindibile la presenza di un dibattito in cui venga coinvolta la popolazione con l’obiettivo primo quello di giungere a una migliore e più completa comprensione. Alla luce di tutto ciò, gli individui che hanno manifestato questa sera, hanno dato prova della loro totale estraneità ai concetti basilari della democrazia come la libertà di pensiero e il diritto alla pluralità di visioni, facendosi sberleffo di quelli che dovrebbero essere i pilastri fondanti di una società avanzata come la nostra. 

La reazione scomposta, caotica e disordinata ad un evento organizzato da due assessorati con la partecipazione di esperti e studiosi a livello universitario, con oggetto tematiche su cui una discussione sana e aperta dovrebbe essere ampiamente accettata e anzi, ben accolta, ci fa capire ancora di più l’importanza di questa battaglia di libertà.
 
Anche oggi la Giunta ha dato prova, ancora una  volta, di quella connessione ideologica con la maggioranza silenziosa dei cittadini trentini per i quali non è più possibile tacere, ma che ora sentono la necessità di alzare la voce e parlare liberamente, e nella massima serenità, di temi che dovrebbero essere considerati ordinari quali quelli affrontati nell'evento di questa sera. Spiace infine vedere che si dia ancora una volta importanza a taluni soggetti che, con in mano megafoni e volantini inneggianti alla violenza nei confronti di un assessore, facciano ora la parte delle vittime» dichiara la Capogruppo Mara Dalzocchio a nome dell'intero gruppo Consiliare Lega Salvini Trentino.
 
COMUNICATO DELLA CONSIGLIERA ROSSATO: LA STAMPA ALLUCINANTE
La consigliera Katia Rossato ha deciso che la stampa trentina travisa i fatti. Lo spiega in questo comunicato: «E’ allucinante vedere i primi articoli su alcuni quotidiani online che danno credito alle voci provocatorie di chi lamenta di non esser stato fatto entrare ad assistere alla conferenza, pur avendo intenti pacifici e con il solo scopo di assistere democraticamente alla serata. Queste persone sono arrivate con megafoni, cartelloni e bigliettini che incitano, tra le altre cose, a legare un assessore, biasimando il fatto che sua madre non lo avesse abortito.  
E’ evidente che tutto questo sia una scusa, un pretesto organizzato per impedire il normale svolgimento della serata. Una premeditazione che rivela la loro totale malafede».

 

 

 

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