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Confezionò sei bombe molotov

assolto, incapace di intendere

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Lino Pallaoro, il commerciante 55enne di Pergine arrestato a fine maggio con l’accusa di aver confezionato e piazzato sei molotov, è stato assolto «perché non imputabile al momento del fatto per incapacità di intendere e di volere».

Si è concluso così, ieri mattina, il processo in rito abbreviato davanti al giudice Marco La Ganga per Pallaoro, volto noto del mercato. Una sentenza pronunciata alla luce di quanto emerso dalla perizia affidata dal giudice al professor Ermanno Arreghini incaricato - come avevano chiesto i difensori di Pallaoro, gli avvocati Stefano Tomaselli e Vanni Ceola - di accertare le condizioni psichiche dell’uomo. Il commerciante non è stato ritenuto pericoloso, ma il giudice ha disposto un anno di libertà vigilata in comunità, dove si trova tuttora e dove sta seguendo le cure necessarie.

Pallaoro in settembre aveva potuto lasciare il carcere ed essere accolto presso una comunità proprio per avviare un percorso terapeutico. Secondo l’accusa l’uomo era entrato in azione il 26 maggio. Quel giorno, come ricostruito dalla polizia locale di Pergine, tirò tre molotov contro una casetta di legno al Parco Tre Castagni, presso i portici di via Maier (senza causare danni), nel cortile di un condominio in viale Venezia, dove ci sono negozi, lo studio di un commercialista (che si è costituita parte civile al processo) e quello di un fisioterapista. Ma sarebbero state preparate da lui anche le tre molotov inesplose trovate qualche giorno prima in uno zaino abbandonato in piazza D’Arogno a Trento e su cui fecero accertamenti gli uomini della Digos.

Nelle bottiglie incendiarie, come è stato scoperto nel corso della analisi di laboratorio, aveva inserito anche ritagli di silicone per esaltarne la potenzialità esplosiva. Ma Pallaoro, secondo quanto emerso dalle indagini delle Compagnia dei carabinieri di Borgo Valsugana, si era reso responsabile anche dei danneggiamenti con la colla agli sportelli bancomat della Cassa Rurale di Pergine.

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