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Turismo trentino da record:

nel 2018 4,4 milioni di persone

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Nei primi undici mesi del 2018 sono arrivati nel sistema ricettivo trentino (alloggi privati esclusi) 4 milioni di turisti, il 3,5% in più dello stesso periodo del 2017. Gli ospiti degli alberghi sono 3 milioni, in crescita del 3,2%, per un totale di 12 milioni 100 mila presenze, cioè pernottamenti (+2,1%). I turisti nelle strutture extralberghiere, residence, bed & breakfast, agritur, superano quota 1 milione, in aumento del 4,2%, con 4 milioni 800 mila pernottamenti (+2,2%). I dati sono dell'Ispat, l'Istituto trentino di statistica.
Se questi tassi di crescita venissero confermati a dicembre - ma in base alle valutazioni su mercatini di Natale e inizio della stagione invernale potrebbero essere superiori - l'anno si chiuderà con un nuovo record, battendo il massimo storico del 2017. Gli arrivi complessivi toccherebbero i 4,4 milioni, il 28% in più in cinque anni, di cui 3,3 milioni negli hotel, +25% rispetto al 2013, e 1,1 negli esercizi extralberghieri, +42%. Verrebbero superati i 18 milioni di presenze, +17% dal 2013, di cui 13 negli alberghi (+15%) e 5 nelle altre strutture ricettive (+24%).
Di fronte alla domanda crescente proveniente sia dagli italiani che dagli stranieri, le aziende alberghiere e le altre imprese turistiche come quelle funiviarie stanno incrementando gli investimenti. Il 2018 potrebbe essere un altro anno super con almeno 130 milioni di euro investiti. Per quanto riguarda le strutture alberghiere, tra acquisizioni e ammodernamenti l'anno scorso sono stati messi in cantiere o avviati almeno 70 milioni di nuovi interventi. Nel primo semestre dell'anno la Provincia ha ammesso a contributo 28 milioni di investimenti fissi delle aziende alberghiere.
A questa cifra vanno aggiunte operazioni come la ristrutturazione da oltre 16 milioni dell' Hotel Savoy di Vigo di Fassa (famiglia Fontana), per la quale è stato raggiunto un accordo negoziale con i sindacati sull'aumento dell'occupazione, il rilancio del villaggio ex Valtur di Marilleva da parte di Th Resorts , dove sono in campo Cassa Depositi e Prestiti e l' Isa , l'acquisizione e ristrutturazione da 3 milioni dell'Hotel Monzoni a Pozza di Fassa da parte della catena pugliese, ampiamente presente in Trentino, Garibaldi Hotels , l'acquisizione per 4,5 milioni del Nerocubo di Rovereto da parte del gestore gruppo Alton e altri interventi privati e pubblici. Senza considerare la quota di lavori di grandi progetti come il Lefay Resort Dolomiti di Pinzolo (gruppo Leali), un investimento da 60 milioni che vedrà l'apertura della struttura la prossima estate.
Ai 70 milioni alberghieri si possono aggiungere i 60 milioni investiti nell'ultimo anno dalle società funiviarie trentine, tra nuovi impianti, ampliamenti e messa in sicurezza delle piste da sci, sistemi di innevamento. Lo aveva anticipato all' Adige Valeria Ghezzi , presidente di Funivie San Martino e numero uno nazionale dell'Anef, l'Associazione degli esercenti funiviari di Confindustria, e lo ha ricordato ieri al Sole 24 Ore commentando gli effetti dei cambiamenti climatici che ormai mettono a rischio gli investimenti sotto i 1.800 metri di altezza. Ghezzi sottolinea che i bacini di raccolta acqua su cui si investe per l'innevamento artificiale sono progettati con funzioni multiuso, ad esempio per essere utilizzati dall'agricoltura.
Tornando al movimento turistico, da gennaio a novembre sono arrivati nei quasi 1.500 hotel trentini 1 milione 858 mila turisti italiani (+4,5%) e 1 milione 147 mila stranieri (+1,2%). I pernottamenti crescono meno, indicando la prevalenza di permanenze brevi. Le presenze di italiani sono pari a 7,3 milioni, +2,7%, quelle di stranieri a 4,8 milioni, +1,2%. Negli esercizi extralberghieri arrivano 527 mila italiani, con un brillante +7,4% e un +6% nelle presenze, che sono quasi 2,4 milioni. Gli stranieri sono 495 mila (+1,1%) con 2,4 milioni di pernottamenti (-1,4%).

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