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Nanga Parbat, le ricerche

di Ballard e Denardi slittano:

maltempo, i droni non volano

 

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AGGIORNAMENTO - Il maltempo sta bloccando le operazioni di soccorso di Daniele Nardi e Tom Ballard, dispersi sul Nanga Parbat da sei giorni. Lo riferisce all’ANSA il capo del clup alpinismo del Pakistan, Karrar Haidri. «Al momento non è possibile alcuna operazione a causa delle intense nevicate e della scarsa visibilità», ha detto: «È previsto maltempo per i prossimi due giorni, sarà difficile per gli elicotteri decollare». L’ambasciatore italiano Stefano Pontecorvo conferma via Twitter le cattive condizioni meteo al campo base.

Al campo base sul Nanga Parbat, fanno sapere dallo staff di Daniele Nardi, le condizioni meteo non cambieranno nelle prossime ore: neve e nuvole a bassa quota, con venti sostenuti, continueranno a imperversare per tutta la giornata. «Siamo in contatto sia con gli alpinisti al campo base che con il governo pakistano per decidere come procedere, nelle giornate di oggi e di domani, con le ricerche di Daniele e Tom», spiegano ancora i collaboratori di Nardi.

L’alpinista e il suo compagno di scalata Tom Ballard sono dispersi da domenica sull’inaccessibile sperone sperone Mummery, tra i 5.100 e i 7.000 metri di quota. Proprio ieri è fallito anche il tentativo di Mohammad Ali Satpar e da alcuni altri esperti alpinisti locali di raggiungere l’ultimo campo di Nardi e Ballard. Ed è fermo a questo punto anche il progetto di trasferire in elicottero dal campo base del K2 il team dell’alpinista basco Alex Txikon che potrebbe effettuare delle ricognizioni con tre droni.

«Le condizioni meteorologiche di oggi non consentono le operazioni di ricerca e soccorso per Daniele Nardi e Tom Ballard. Domani mattina le condizioni potrebbero essere migliori e si proverà nuovamente» scrive su twitter l’ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo.


 

IERI l'elicottero che avrebbe dovuto trasferire  ieri dal campo base del K2 al Nanga Parbat l'alpinista basco Alex Txikon e i suoi collaboratori - per tentare il piano B volto a soccorrere Daniele Nardi e Tom Ballard con i droni - non è decollato "perché l'agenzia privata Askari, che gestisce in concessione i voli degli elicotteri dell'esercito pakistano, ha richiesto il pagamento anticipato dell'importante somma necessaria". Lo riferisce su Facebook lo staff di Nardi. Il volo è rinviato a oggi, meteo permettendo.

La spedizione russa che dal campo base del k2 si era detta disponibile a mettersi sulle tracce dei due alpinisti, dispersi da domenica, ha rinunciato a causa del forte rischio valanghe. Ecco perchè era scattato il piano B dell'alpinista basco Alex Txikon che aveva messo a disposizione i suoi tre super droni dotati di una particolare potenza per il volo in quota che dovrebbero poter sorvolare la zona dello Sperone Mummery, a oltre 6.000 metri di altitudine, dove si presume possano trovarsi l'italiano e l'inglese.


Anche la val di Fassa e il mondo dell’alpinismo trentino stanno seguendo con apprensione le operazioni di soccorso sul Nanga Parbat, dove da domenica si sono persi i contatti con il fortissimo alpinista inglese Tom Ballard, 30 anni e il suo compagno Daniele Nardi, 42 anni, di Sezze (Latina), che ha al suo attivo, fra l’altro, cinque Ottomila. Le ricerche, ancora senza esito - ieri è stata individuata la tenda di campo 3 invasa dalla neve - riprenderanno oggi.

Ballard, figlio di Alison Hargreaves, la celebre scalatrice britannica morta nel 1995 sul K2, in val di Fassa - da quindici anni - ha trovato infatti la sua seconda casa. A Vigo di Fassa vive la compagna, Stefania Pederiva (con lui nella foto grande), figlia di Bruno, guida alpina e forte alpinista, che insieme a Tom Ballard lo scorso attobre aveva affrontato la salita sullo spigolo della Vallaccia, nel gruppo dei Monzoni, in omaggio alla grande impresa compiuta da Toni Rizzi e Toni Gross.

Dei due alpinisti, impegnati nell’ascesa invernale, non si hanno più notizie da domenica scorsa, quando sono scesi al campo 4 dopo aver attrezzato una parte dello Sperone Mummery, una via al centro della parete Diamir ritenuta molto pericolosa. Nell’ultimo contatto parlavano di «meteo non buono, nebbia, nevischio e raffiche di vento». I tentativi di avvistarli con i binocoli dal campo base - dove ci sono due cuochi e un ufficiale di collegamento - sono risultati vani. Nessun segnale nemmeno dai sistemi gps e dal telefono satellitare. Già mercoledì lo staff della spedizione aveva contattato la società Askari, che ha la concessione per l’uso di elicotteri di soccorso civile in Pakistan. Purtroppo, come riportava la pagina Facebook di Nardi, dopo poco tempo, a causa di una emergenza nazionale legata al conflitto tra Pakistan e India, lo spazio aereo pakistano era stato chiuso e l’elicottero in stand by a Skardu non era potuto decollare.

Ieri mattina, anche grazie alle pressioni degli ambasciatori di Italia e Gran Bretagna, la situazione si è sbloccata. La prima ricognizione da parte di un elicottero militare pakistano del mattino aveva dato però esito negativo. Nel primo pomeriggio, invece, l’Ansa riportava che alpinista pakistano Ali Sadpara,coinvolto nelle ricerche sul Nanga Parbat degli alpinisti Daniele Nardi e Tom Ballard, «ha comunicato che è stata individuata dall’elicottero la tenda di campo 3 invasa dalla neve» e che «nell’area sono state individuate tracce di valanga
sul pendio che sta ad indicare la pericolosità della zona». Ma i due alpinisti, va detto, dovrebbero essersi trovati ad una quota maggiore, a 6.300 metri.

«Adesso è buio e le ricerche riprenderanno domani - dice Bruno Pederiva, che conosce Tom da circa 8 anni - Noi sappiamo quello che sapete voi: dobbiamo avere pazienza, perché non sappiamo cosa possa essere successo. In montagna è così. Come ho detto a mia figlia magari sono arrivati in cima, chi può saperlo. E comunque sono solo tre gioni, non una settimana; teniamo presente che il satellitare può essersi scaricato o le pile della radio essersi esaurite». Insomma, le variabili sono molte. «Io finché non so cosa è successo resto ottimista», dice. 

 

 

 

 

 

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