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Appalto degli autobus: 36 milioni

169 nuovi mezzi entro il 2020

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Un bando consistente, che prelude, nel giro di un anno, al rinnovamento di quasi un terzo dell’intero parco circolante di Trentino Trasporti. Dieci nuovi bus a settembre e altri 159 nel corso del prossimo anno. La delibera per l’acquisto di 159 nuovi mezzi, 44 autobus urbani (sette a metano), sette minibus e 108 mezzi per il servizio extraurbano (tutti diesel), era stata firmata qualche settimana prima della fine della legislatura provinciale dalla giunta Rossi. Il bando per l’appalto di fornitura dei nuovi autobus e pullman, invece, è di lunedì scorso. È diviso in undici lotti. La presentazione delle offerte scade il prossimo 5 marzo alle 12 e la prima seduta di gara è prevista per il giorno 7 marzo presso la sala aste della provincia, in Via Dogana 8. Il criterio di aggiudicazione adottato è quello dell’offerta più vantaggiosa.

Nello specifico, il valore dell’appalto, nel suo complesso, è di 36 milioni e mezzo di euro, iva esclusa, cui vanno aggiunti 2,5 milioni per i dieci mezzi già in arrivo. Il 50% finanziato dalla Banca europea per gli investimenti e l’altra metà dalla Provincia. L’appalto chiede 23 pullman extraurbani medi (da 10,4 a 11 metri di lunghezza), altri 25 lunghi (11,6-12,3 metri) con ampia bagagliera, altri 35 extraurbani lunghi, tre extraurbani snodati (17,5-18,2 metri), undici extraurbani corti (di lunghezza 7,30-8,15 metri) e altri undici corti ma di lunghezza leggermente maggiore (8,5-9,5 metri). Infine, sette minibus per l’extraurbano (lunghezza 6,7-7,4 metri). Sul fronte del servizio urbano, invece, verranno acquistati quattordici mezzi lunghi diesel (11,6-12 metri), sette autobus lunghi ma a metano, 19 di medie dimensioni (10,4-11 metri) e quattro snodati (17,5-18,2 metri di lunghezza).

«Normalmente passano sei mesi dall’ordinativo alla consegna su strada – anticipa Roberto Andreatta, dirigente del Servizio Trasporti pubblici della Provincia – ma nel codice degli appalti c’è ora un po’ di confusione normativa relativamente ai tempi di nomina della commissione tecnica e all’albo dei commissari. Contiamo di avere i nuovi mezzi in servizio nel 2020». Tenendo conto che i mezzi di Trentino Trasporti per l’extraurbano sono circa 500 e sono 235 gli autobus urbani, si comprende come l’appalto porterà a un significativo ringiovanimento della flotta. «L’età media dei nostri mezzi – ricorda la presidente di Trentino Trasporti, l’avvocato Monica Baggia – è intorno ai dieci anni, ma la media si abbassa a 6-7 se prendiamo in considerazione solo i mezzi effettivamente circolanti e non quelli di riserva. Certo, se entrasse in vigore il progetto del cadenzamento orario verso le valli, servirebbero mezzi in più, ma anche altri autisti, meccanici, manutentori, depositi». Per necessità urgenti, invece, la Provincia ha già acquistato tramite procedura su mercato elettronico, altri dieci mezzi.

Tra i nuovi mezzi in arrivo, sette saranno a metano, gli altri a propulsione diesel. Niente ibridi o elettrici. «Essenzialmente per una questione di costi – spiega Roberto Andreatta – dato che i bus elettrici, come dimostra una recente commessa della Regione Piemonte, costano più del doppio di uno diesel o metano. Ovvero 450mila euro invece di 220mila. E su una vita media di dodici anni, costano 17mila euro l’anno in più tra gestione, manutenzione, ammortamento».
«I nuovi bus urbani – conclude Baggia – saranno tutti dotati di videosorveglianza e postazione di guida protetta, come chiesto dai sindacati, mentre per ora il servizio di vigilanza con quattro guardie giurate sarà limitato al trasporto ferroviario della Trento-Malè e della Trento-Bassano».

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