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Calano le nascite,

sempre meno iscritti

alle materne provinciali

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Si riduce il numero dei bambini iscritti alle scuole materne provinciali, in ragione della forte denatalità registrata anche in Trentino, al pari di quanto avviene su tutto il territorio nazionale, con ripercussioni su tutto il sistema di formazione, ad iniziare dalla riduzione del personale docente, degli operatori d’appoggio e dei cuochi nei servizi dedicati all’infanzia.

Il dato è emerso dall’assemblea annuale della Federazione provinciale delle scuole materne, tenutasi domenica alla presenza di Maurizio Fugatti e dal presidente dell’ente Giuliano Baldessari, rieletto per il settimo mandato consecutivo. L’appuntamento è servito per tracciare il quadro sul futuro del settore, particolarmente interessato dalla diminuzione delle nascite degli ultimi anni (con un picco del -23% nell’arco di soli dieci anni), in gran parte ascrivibile alla crisi economica, alle difficoltà riscontrate dai giovani nell’accesso al mercato occupazionale ed alla precarietà lavorativa.

«Ci troviamo oggi ad affrontare la questione della natalità quale problema culturale importante, che si riflette pesantemente su tutti gli aspetti della nostra società - ha detto al riguardo Fugatti. - Dobbiamo fare in modo che chi ha la volontà di fare dei figli sia messo nella possibilità di poterli fare. Questo trend particolarmente negativo compromette la sostenibilità di diversi servizi pubblici, ad iniziare proprio da quello delle scuole materne».

Secondo i dati, in provincia di Trento si è passati dai 5.200 nuovi nati del 2009 ai 4mila dell’anno passato. Lo scorso autunno, le 133 scuole materne della federazione (circa l’85% delle materne equiparate presenti in Trentino) hanno registrato una decrescita del numero di iscritti del 2,7%, passando dai 7.963 dell’anno scorso, ai 7.751 alunni attualmente in corso. Ciò, ha comportato una diminuzione delle sezioni attive e, di conseguenza, del numero di insegnanti, passate dalle 1.092 dell’anno scolastico 2017/18 alle 1.055 di quello in corso, e di operatori d’appoggio (diminuiti di 13 unità).

«Nel prossimo assestamento di bilancio - ha aggiunto sul tema Fugatti - abbiamo intenzione di intervenire con misure concrete di sostegno della genitorialità, con riduzione dei costi degli asili nido e conciliazione tra lavoro e vita famigliare. Inoltre, intendiamo puntare molto sulle politiche per il lavoro, soprattutto per le donne, in quanto abbiamo constatato come una maggiore occupazione femminile comporta una crescita della natalità».

Nel corso dell’incontro, durante i quale è stato eletto anche il nuovo consiglio direttivo della federazione (con un esponente per ciascuno dei 20 circoli territoriali), Fugatti ha inoltre confermato il finanziamento dei 5 milioni di euro per la riqualificazione, il rinnovamento e l’efficientamento energetico delle oltre 150 scuole materne equiparate presenti sul territorio provinciale. Si tratta di un intervento messo a bilancio dalla precedente Giunta e poi bloccato temporaneamente all’indomani dell’emergenza seguita al nubifragio dello scorso autunno. Anche le risorse a disposizione delle materne, comprese tra i 65 e i 70milioni annui per tutte le equiparate, sono state confermate, al pari delle sovvenzioni per i corsi di avvicinamento alle lingue straniere.

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