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Il grande gelo demografico:

nascite e unioni sempre in calo

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Calo ulteriore di nascite nel 2017 - e anche nel 2018 si va verso un'ulteriore riduzione di poco più del 2% - crollo dei matrimoni (-8,6%), oltre 1.000 trentini andati all'estero sui 1.700 totali (tra italiani e stranieri) espatriati dal Trentino l'anno scorso. E, ancora, un lieve aumento del numero di stranieri residenti (poco sotto il 9%), che continuano ad avere un indice di natalità doppio rispetto ai residenti italiani. Mentre calano le nascite, aumentano le interruzioni di gravidanza, che salgono oltre quota 600. L'annuario di statistica per il 2017 pubblicato ieri dall'Ispat (l'Istat trentino) mette in evidenza una dinamica demografica nuovamente negativa per il terzo anno di fila. Dopo il 2015 e il 2016 anche nel 2017 il numero di nati è stato inferiore a quello dei morti: in base al saldo naturale c'è una riduzione della popolazione di quasi 600 unità, compensata dal saldo migratorio positivo in entrata (dall'Italia e dall'estero).
Al 1° gennaio di quest'anno la popolazione residente in Trentino era salita a 539.898 abitanti, di cui 264.700 maschi (pari al 49%) e 275.198 femmine. Nel corso del 2017 si è registrato in Trentino un saldo complessivo positivo pari a 1.294 unità, determinato da un saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) che, come l'anno precedente, risulta negativo (-567 persone) e da un saldo sociale (differenza tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche) largamente positivo (2.931 persone). 
I nati del 2017 sono stati 4.495, 147 in meno rispetto al 2016, ritornando sui livelli di natalità dei primi anni novanta. Le donne in età feconda, convenzionalmente quelle tra 15 e 49 anni, sono sempre meno numerose: in 10 anni si sono, infatti, ridotte di 7 mila unità (-5,1%). Questo andamento, d'altra parte, non è più controbilanciato dall'alto tasso di fecondità delle donne straniere, in particolare di provenienza africana, che, anche per effetto della crisi economica, risultano meno numerose tra la popolazione residente e che, comunque, con il passare degli anni hanno modificato il proprio comportamento assimilandolo a quello del contesto locale. Conseguentemente si riduce il tasso di natalità che si attesta nel 2017 a 8,3 nati per mille abitanti. Si tratta del valore più basso registrato negli ultimi 60 anni. 
Analogamente il numero medio di figli per donna (pari a 1,49 nel 2017) è superiore al dato medio nazionale (1,32), ma in calo progressivo dal 2010. Nel 1962 questo indice era pari a 2,47; in circa 50 anni il valore si è ridotto notevolmente. Alla bassa fecondità si accompagna la scelta di rinviare sempre più in là il momento in cui avere figli. L'età media delle madri al parto, infatti, è pari a 32,0 anni (31,9 nel 2016), superiore alla media nazionale (31,9 anni).
Gli stranieri residenti in provincia di Trento al 1° gennaio 2018 sono 46.929 (21.891 maschi e 25.038 femmine) e rappresentano l'8,7% della popolazione residente in Trentino (erano lo 0,6% nel 1992 e l'8,6% nel 2016). Rispetto all'anno precedente si registra un incremento di 473 unità, equivalente a una crescita relativa dell'1%. La popolazione straniera residente in provincia di Trento è nettamente più giovane di quella italiana e il saldo naturale per gli stranieri risulta chiaramente positivo (+635 unità).

Capitolo a parte per i matrimoni. Nel 2017, dopo un biennio in crescita, torna a calare il numero dei matrimoni ( -8,6% rispetto all'anno precedente) toccando il livello più basso dal 1995. I matrimoni celebrati sono stati 1.470 ( 138 in meno rispetto al 2016), un numero molto lontano dai valori degli anni Novanta, quando se ne celebravano circa 2.500 all'anno. Il tasso di nuzialità (numero di matrimoni per 1.000 abitanti residenti) nel 2017 risulta pari al 2,7 per mille: nell'arco di 20 anni il tasso di nuzialità in Trentino si è dimezzato. La distribuzione dei matrimoni per rito è cambiata radicalmente nel tempo. In Trentino nel 2017, confermando quanto avviene dal 2010, i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi: il 64,6% dei matrimoni si sono infatti celebrati in municipio contro il 49% registrato in Italia.

Oltre a sposarsi meno, la popolazione trentina invecchia sempre di più: l'età media risulta essere di 43,9 anni ( 42,4 anni per i maschi e 45,3 per le femmine), nel 1981 risultava pari a 36,6 anni. 
Nel 2017 la speranza di vita si conferma in leggera crescita passando da 83,8 a 83,9 anni. La speranza di vita per i maschi si attesta a 81,6 anni, con un incremento di 0,2 anni rispetto al 2016, mentre quella femminile risulta stabile a 86,3 anni. Per entrambe le componenti si tratta dei valori più elevati in Italia.
La popolazione giovane ( 0-14 anni) ammontava nel 2017 a 78.351 persone, pari al 14,5% della popolazione residente, mentre nel 1981 era il 19,9% . Negli ultimi anni la quota di popolazione giovane si riduce progressivamente, mentre continua ad aumentare l'incidenza delle persone di 65 anni e oltre: oggi sono 117.280 e rappresentano il 21,7% della popolazione residente. I grandi anziani ( 80 anni ed oltre) rappresentano nel 2017 il 6,7% della popolazione residente, in crescita rispetto al 2,5% del 1981. Il progressivo invecchiamento della popolazione è confermato dall'incremento dell'età media alla morte: nel 1980 era di 71,2 anni, nel 2017 è pari a 81,4 anni. L'età media alla morte dei maschi è passata da 68,2 anni del 1980 a 78 anni del 2017; per le femmine da 74,9 anni a 84,4 anni del 2017. In 38 anni la vita media di uomini e donne si è allungata di circa 10 anni.

 

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