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Bande dello spray ai concerti

C'era anche Campiglio nel mirino

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C’era anche il Trentino, con il megaconcerto in quota del dj Bob Sinclar della scorsa Pasqua sul monte Spinale, nel mirino delle «bande dello spray urticante»: gruppi di malviventi che agiscono in occasione di raduni con centinaia di persone e che scatenano il panico con l’obiettivo di fuggire indisturbati dopo essersi appropriati di portafogli, smartphone, orologi, catenine, braccialetti e tutti gli oggetti di valore che una persona indossa e ai quali non pensa certo in momenti di grande concitazione.

Come riportato dalla stampa nazionale, nell’abitazione di uno dei boss di questi gruppi criminali, a Genova, nei mesi scorsi è stata trovata una vera e propria lista di concerti ed eventi da «monitorare» come possibile terreno nel quale scatenarsi in scorribande. Tredici date nel 2017 e dieci nel 2018, tra gennaio e giugno, tra le quali appunto è stata notata anche quella dello scorso primo aprile in val Rendena.

Fortunatamente, però, in quell’occasione tutto filò liscio: difficilmente si scoprirà mai se i malviventi abbiano rinunciato del tutto al colpo a Campiglio o se invece il loro piano sia stato guastato dall’efficienza della sorveglianza in occasione dell’evento che aveva richiamato quasi quattromila persone all’aperto, a quota 2.100 metri. Quel che è certo è che il piano approntato per garantire la sicurezza era stato studiato nei minimi dettagli dagli organizzatori e soprattutto dalle forze dell’ordine, con i carabinieri della compagnia di Riva del Garda e gli agenti dei corpi della polizia locale delle Giudicarie e di Pinzolo che avevano «vegliato» sull’evento, contribuendo alla sua riuscita dal punto di vista dell’ordine pubblico.

Non era stato infatti segnalato alcun disordine né erano stati denunciati furti o altri episodi di criminalità. È stato ribadito anche ieri, dopo la pubblicazione della lista da parte del Corriere della Sera, in cui sono stati segnalati tanto gli appuntamenti in cui effettivamente sono stati messi a segno colpi con la pericolosa tecnica dello spray (come ad esempio il concerto di Gué Pequeno e Marracash a Venaria Reale a fine gennaio 2017) quanto quelli che erano finiti nel mirino delle bande, senza che poi effettivamente i loro piani si traducessero in azioni concrete.

Proprio per evitare non solo episodi di criminalità, ma garantire anche la dovuta sicurezza tramite rigorosi controlli, nel giorno di Pasqua nell’area destinata al concerto sullo Spinale era stato possibile accedere unicamente tramite l’impianto a fune e non era stato possibile arrivare al concerto dalle aree vicine con gli sci, proprio per impedire che malintenzionati poi si allontanassero lungo le piste.

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