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Razzismo al Mercatino di Trento,

«Ho sbagliato, ma vicenda montata»

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Si difende l'operatore dell'Associazione volontari per la sicurezza (gruppo riconoscibile dalle divise fluo) accusato di aver offeso un giovane di colore al Mercatino di Natale di piazza Battisti.

«Non sono razzista» evidenzia, ammettendo però «di aver preso un granchio grosso come una casa». «Il mio compito è di evitare per quanto possibile che venditori abusivi entrino nella piazza o certe persone molestino i turisti. Non si tratta di far west, ma di quanto ci si è accordati con gli organizzatori dell'evento. Noi questo facciamo nel limite del rispetto dell'individuo».

«Evidentemente chi non fa non sbaglia...Però la vicenda è stata montata esclusivamente sul colore della pelle anziché sul fatto realmente accaduto - prosegue il giovane volontario - Se ne parla ora solo perché si prende un granchio grosso come una casa sperando di svolgere la mansione (a volte sgradevole) nel migliore dei modi dopo tante ore al freddo e in forma di volontariato. Un sorriso e una battuta potevano chiudere la cosa e senza vergogna di porgere le mie scuse. Ma io non sono laureato e forse queste cose non le capisco. Mi dispiace essere additato come razzista solo perché mi è stato affidato il compito di allontanare venditori abusivi, molestatori di clienti-turisti e potenziali borseggiatori. Nessuno ha chiesto quale fosse il reale compito della sicurezza ma tanti si sono eretti a giudici non comprendendo che il colore della pelle aveva importanza pari a zero». Questa è la versione del volontario, che tuttavia rivendica un ruolo - intervenire a tutela delle persone - che non gli appartiene.

Lo ha evidenziato sull'Adige di ieri la direttrice dell'Apt di Trento Elda Verones: «Il compito dei volontari è di dialogare con le persone e dare indicazioni. La sicurezza è affidata agli uomini della security che hanno le giacche nere». Interviene l'assessore comunale Roberto Stanchina. «I volontari sono informatori e questa persona si è presa una "licenza poetica" che non doveva prendersi - precisa - L'Azienda di promozione turistica ha stabilito gli incarichi. Nelle piazze ci sono i vigilantes di una società privata. Sono professionisti della sicurezza. Mentre gli operatori dell'associazione danno indicazioni, ad esempio dove trovare l'info point, come raggiungere la stazione, dove si trova la casetta per cambiare i bambini. Non devono fare vigilanza. Tuttavia, indipendentemente dagli accordi, ciascuna delle persone che operano nelle piazze dovrebbe avere tatto». Secondo Stanchina, l'episodio «è figlio del clima che si sta inasprendo e che viene fomentato dai social».

Il consigliere comunale di M5S Andrea Maschio parla di «derive violente» e di «un panorama vergognoso e preoccupante che emerge sempre di più anche nel nostro territorio». «Condanno tutte le violenze e le intolleranze - prosegue - e mi scuso in nome del M5S di Trento con il ragazzo che in piazza Cesare Battisti ha subito le umiliazioni che si sono lette sui giornali. Se tali gravi fatti sono davvero avvenuti ci auguriamo verranno presi seri provvedimenti nei confronti degli autori».

IL POST DI NATALINO BALASSO


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