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Braccianti irregolari nei campi:

ecco dove la Finanza è intervenuta

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Il 21% dei braccianti occupati nella raccolta delle mele e nella vendemmia in Trentino Alto Adige sono irregolari. È il risultato di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nelle scorse settimane. In 39 delle 100 aziende agricole ispezionate sono stati infatti trovati 131 lavoratori irregolari, dei quali 107 completamente in nero.

I controlli della Guardia di Finanza hanno coinvolto le maggiori aree della provincia a vocazione agricola: val di Cembra, Vallagarina, Valsugana, val d’Adige, Piana Rotaliana, val di Non. Più nel dettaglio, le irregolarità sono state contestate ad aziende agricole con sede nei comuni di Terzolas, Lisignago, Mori, Nogaredo, Levico, Borgo, Novaledo, Trento, Mezzocorona, Mezzolombardo.

Siamo in un settore strategico per l’economia: secondo l’ultimo censimento in agricoltura dell’Istat, il Trentino produce all’anno oltre 5 milioni di quintali di mele e 1,1 milioni di quintali d’uva. Le irregolarità sono venute a galla soprattutto nel settore dell’uva (dove però più numerosi sono state le verifiche) con 23 aziende controllate di cui 11 irregolari; nelle mele 10 aziende controllate e 2 irregolari; per gli ortaggi un’azienda controllata e risultata irregolare. In totale in Trentino sono stati controllati 223 lavoratori (153 nel settore uva, 14 ortaggi, 58 mele). Sono 45 gli irregolari, provenienti da Italia (17), Romania (3), Mali (3), Gambia (2), India (6), Pakistan (4), Marocco (3), Moldavia (1), Albania (2), Nigeria (2).

Durante le attività svolte nelle campagne dai Finanzieri, non sono mancati i casi di lavoratori che hanno tentato di sottrarsi ai controlli, dandosi alla fuga tra i vigneti o dileguandosi nei boschi adiacenti e fingendosi cercatori di funghi.

«L’azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza a tutela della legalità fiscale e contributiva - sottolinea il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, colonnello Roberto Ribaudo - assume un particolare rilievo non soltanto per via delle ingenti risorse che il “sommerso” sottrae al benessere della collettività ma anche per il fatto che questo genere di condotte illegali altera le regole del mercato e danneggia i cittadini e gli imprenditori onesti». Inoltre «va ricordato come la mancata assunzione di un lavoratore, sebbene assicuri al dipendente in nero un immediato vantaggio economico, in realtà priva lo stesso di alcune forme di assistenza (ad esempio in caso d’infortunio) ovvero del sostegno economico nell’ipotesi di licenziamento».

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