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Alcuni richiedenti asilo

custodi del Doss Trento

Tre ex profughi per sorveglianza e azioni anti degrado

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L'appartamento del custode del Doss Trento, dismesso da diversi anni, tornerà ad essere abitato nei prossimi mesi nell'ambito di un percorso di inserimento sociale per rifugiati predisposto dal Centro Astalli in collaborazione con l'amministrazione del capoluogo. Trapelata nei giorni scorsi - in particolare in relazione al mancato coinvolgimento della circoscrizione del Centro storico-Piedicastello nel programma di gestione della struttura di proprietà comunale - la notizia è stata confermata ieri dal portavoce del servizio locale per i rifugiati Stefano Canestrini e dall'assessore alle politiche sociali Maria Chiara Franzoia.  

Il progetto, ormai prossimo all'attuazione, prevede la riattivazione del servizio di sorveglianza attraverso il coinvolgimento di chi ha già ottenuto la protezione internazionale ed ha terminato i percorsi di accoglienza specifici per rifugiati. A differenza di quanto avveniva in passato, tuttavia, l'alloggio non ospiterà una famiglia o un individuo in modo permanente, ma gli spazi verranno affidati a rotazione a tre o quattro persone alla volta, all'interno di un percorso di integrazione più articolato. Al contrario, la sala pubblica presente nelle immediate vicinanze rimarrà a disposizione dell'ente locale (circoscrizione compresa), per scolaresche o associazioni che operano nel capoluogo. 


«Attualmente - riferisce Canestrini - stiamo effettuando delle verifiche tecniche, mentre nei prossimi giorni, con l'aiuto dei volontari, cercheremo di arredare i locali che compongono l'alloggio, dato che sono completamente vuoti. Entro la fine dell'anno, invece, pensiamo di partire con l'iter di inserimento sociale, all'interno del quale si prevede la custodia e la manutenzione ordinaria della struttura sul Doss Trento e del vicino parco». 

La decisione di affidare l'appartamento (composto da due stanze, una cucina un soggiorno ed un bagno, tutto al pianterreno) è stata presa dall'amministrazione dopo due bandi andati deserti. «Secondo quanto prevede il regolamento - ha evidenziato al riguardo Franzoia - la giunta può decidere di affidare un immobile ad un'associazione che opera sul territorio, qualora due gare pubbliche non siano andate a buon fine. In questo caso specifico, poi, vi era per il Comune un duplice interesse, ovvero evitare che il bene andasse in rovina a causa del mancato utilizzo e garantire un servizio vigilanza continuo sul Doss Trento, per evitare situazioni di degrado e bivacchi abusivi, come peraltro segnalato in più occasioni dalla stessa circoscrizione». 

Per il momento non sono ancora state individuate le persone che inizieranno l'attività di custodia, dato che i locali non sono ancora abitabili. Ciononostante, gli operatori del Centro Astalli hanno elaborato un profilo ideale, con requisiti che prevedono una buona capacità di vita autonoma e la volontà di spostarsi quotidianamente a piedi dal parco al centro città. Inoltre, gli affidatari debbono dimostrarsi in grado di garantire dei servizi precisi, come la pulizia dei locali (sia quelli dell'abitazione, sia quelli della sala pubblica), la vigilanza del parco in orario diurno e notturno, la cura quotidiana dei luoghi comuni. «Il progetto - ha concluso Canestrini - ha una forte connotazione sociale, e vogliamo che diventi un'opportunità di scambio e confronto tra i nuovi cittadini e chi frequenta il parco, comprese le scolaresche in uscita formativa». 

Per quanto concerne invece la comunicazione alla circoscrizione del Centro storico-Piedicastello, Franzoia ha parlato di un «passaggio che verrà fatto una volta definiti in modo chiaro tutti gli aspetti necessari per rendere l'iniziativa pienamente operativa».

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