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Insulti e minacce all'autista

«Ti ammazzo, ti taglio le budella»

Al 74enne 50 euro di multa

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È dura la vita per gli autisti di Trentino Trasporti,  costretti a fronteggiare l’inciviltà di alcuni passeggeri. «Ti tolgo le budella e te le metto in testa...» è una delle frasi rivolte al conducente dell’autobus in servizio sulla linea 11 il 7 settembre di due anni fa. Grazie alle telecamere di videosorveglianza installate sul mezzo pubblico il  passeggero minaccioso è stato identificato dai carabinieri e querelato dall’autista: è un trentino residente a Spini di Gardolo, che alla veneranda età di 74 anni non ha ancora imparato a tenere a freno la lingua.

La vicenda è esemplare di quanto  sempre più spesso accade sui mezzi pubblici. Quel giorno l’autobus si era fermato in piazza della Libertà a Gardolo dove saliva un uomo che lanciava la sigaretta all’esterno del mezzo pubblico. Per poco non veniva colpita una ragazza che stava salendo. Quest’ultima guardava l’autista come per dire che non c’è limite all’inciviltà. Il conducente allargava le braccia in segno di rassegnazione.

Il passeggero dava un’altra prova della sua educazione: «Il soggetto iniziava ad inveirmi contro - ha raccontato il conducente ai carabinieri -  chiedendo cosa volessi, facevo osservare che il lancio della sigaretta stava colpendo una ragazza. A questa risposta l’uomo è passato ad offendere e minacciare». Pesanti sono le frasi riportate sul capo di imputazione: «Bastardo. Io sono un legionario. Ti ammazzo, ti faccio sparire, ti tolgo le budella e te le metto in testa. Sono peggio della mafia...»

Il conducente non rispose alle offese. Tenne i nervi saldi durante il resto della corsa benché l’anziano passeggero avesse  continuato ad offendere fino alla fermata di Spini. Qualche giorno dopo il dipendente di Trentino Trasporti si presentava ai carabinieri per sporgere denuncia.

A due anni di distanza il passeggero 74enne, per la giustizia recidivo, è stato condannato per minacce, anche se la pena non può definirsi esemplare: 50 euro di multa.

Per curiosa coincidenza negli stessi giorni si è aperto un altro processo che vede come parte lesa un autista di Trentino Trasporti. Questi alle 5 e 25 del 10 maggio dell’anno scorso parcheggiò l’autobus in via Dogana, chiudendo a chiave le porte, per andare a bere un caffè. Quando, pochi minuti dopo, tornò sul mezzo fece un’amara scoperta: in quel breve lasso di tempo alle prime luci del’alba qualcuno aveva forzato la porta d’ingresso impossessandosi del borsello che il conducente aveva sistemato sul cruscotto. Al suo interno c’erano 120 euro di fondo cassa, tra banconote e monete. Anche in questo caso il presunto autore del furto è stato identificato: l’imputato è un ventenne di origini tunisine.

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