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«Paga o inviamo a tutti tuoi video porno»

Mail a centinaia di trentini, ma «è una truffa»

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C'è chi è sbiancato dopo aver ricevuto nelle ultime ore una mail che all'apparenza sembra sia stata inviata direttamente dal proprio account di posta elettronica. «Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo» recita il testo che, pur chiudendosi con un «ciao», non ha nulla di amichevole.  

Il trojan è una sorta di virus pensato per infettare il computer e solitamente viene utilizzato per rubare dati informatici e il mittente millanta di essere in possesso di materiale compromettente. Chiede il pagamento di 300 dollari in bitcoin per evitarne la diffusione. Insomma, all'apparenza potrebbe sembrare un ricatto sessuale, ma si tratta in realtà di un vero e proprio bluff, come è stato spiegato al centiniaio di persone che, nella giornata di ieri, ha chiamato la polizia postale di Trento guidata dal vice questore Sergio Russo per segnalare l'episodio. Altri trenta trentini hanno invece girato la mail del presunto hacker al compartimento specializzato della polizia di Stato. Tra questi, ci sono avvocati e dirigenti, ma il testo ha raggiunto anche le caselle online di casalinghe e minorenni: la mail non è stata infatti indirizzata ad un target specifico. 

Gli inquirenti hanno avviato le indagini per individuare il mittente della lettera, appurando dapprima che l'Ip (ossia il codice univoco che identifica ogni singolo apparecchio connesso alla rete) rimanda a Singapore. Non è detto però che l'autore della mail truffaldina si trovi all'estero. Per questo, gli inquirenti stanno lavorando sul portafoglio bitcoin sul quale viene chiesto di versare il denaro, al fine di identificare il titolare.
«Avevo incorporato il virus su un sito porno e tu stesso lo hai installato sul tuo sistema operativo» spiega il mittente della mail, che entra nei dettagli per rendere più credibile il proprio racconto: «Quando hai cliccato su Play di un video porno, il tuo dispositivo ha installato il mio trojan. Dopo l'installazione, la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu ti masturbi, in più il software è sincronizzato con il video che scegli». In una seconda versione della truffa, gli autori si prendono gioco del ricevente: «Siamo al corrente di tutti i tuoi "piccoli e grandi segreti", sì sì... Sembra che tu abbia tutta una vita segreta. Abbiamo visto e registrato come ti sei divertito visitando siti per adulti. Dio mio, che gusti, che passioni tu hai». 

L'autore della truffa evidenzia in premessa come l'account sia stato hackerato: «È da lì che ho inviato questo messaggio». E aggiunge: «Il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti, reti social e tutti gli indirizzi email. Non credo che tu voglia che i tuoi segreti vengano rivelati ai tuoi amici, alla tua famiglia e soprattutto alla persona a te più vicina». Quindi avanza la richiesta di denaro: 300 dollari da trasferire su un portafoglio di criptovaluta Bitcoin. «Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti» è la promessa del truffatore che sostiene di essere in possesso di malteriale hot. L'invito della polizia postale è ovviamente quello di non pagare nulla. «Nel momento in cui hai letto questo messaggio, è partito un timer: hai 48 ore per trasferire la somma indicata. Appena avrai provveduto alla transazione, tutti i tuoi dati saranno cancellati. Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi clienti, colleghi e amici». Quindi ecco la raccomandazione finale: «D'ora in poi stai più attento. Visita solo siti sicuri».

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