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Scontro sfiorato elicottero-drone

sopra Cei, dove vige un divieto

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Sopra il biotopo di Cei alle 13.15 di ieri uno dei due Ecureuil 350 del Nucleo elicotteri della Provincia di Trento ha avuto un «incontro ravvicinato» con un drone che lo ha costretto ad una virata per evitare l’impatto. L’elicottero era diretto su intervento di lavoro in val di Ledro e volava ad un’altezza di 500 metri dal terreno quando improvvisamente pilota e co-pilota si sono accorti della presenza del drone.

«Ad una velocità di oltre 200 chilometri all’ora riuscire a vedere (ed evitare) un oggetto di circa 40 centimetri che proprio non ti aspetti non è per nulla facile» racconta Piergiorgio Rosati, responsabile dei piloti del nucleo. «Ci sono tante variabili di cui tener conto: l’effetto sorpresa, il sangue freddo, la velocità di reazione in un momento così».

Fortunatamente chi comandava il velivolo è riuscito a fare tutto ciò. Ma quel che è successo, ciò che potenzialmente poteva accadere se le variabili fossero cambiate e soprattutto chi lo ha causato non può essere ignorato. Per questo oggi verrà sporta denuncia alle forze dell’ordine e all’Enac, ente nazionale per l’aviazione civile.

«Potenzialmente un drone può far cadere un elicottero» spiegava ieri Ivo Erler, dirigente della protezione civile trentina, per far capire la portata di quanto è accaduto nei cieli sopra Cei. I piloti non sono riusciti in quel momento a capire chi stava pilotando il drone, ma Enac e forze dell’ordine indagheranno in tal senso.

«Nella zona di Cei vige un divieto di utilizzo dei droni», spiega Erler. Il Comune di Villa Lagarina aveva fatto parlare di sé in questo senso.

«Chi pilota una drone dovrebbe innanzitutto denunciare l’apparecchio all’Enac - continua il dirigente -. Inoltre conseguire il brevetto e ottenere le autorizzazioni, soprattutto quando gli apparecchio superano una certa dimensione, ossia un determinato peso».

Insomma, quel drone ieri non doveva essere lì. Non poteva volare su quel territorio, non poteva salire fino a quella quota (solitamente non possono andare oltre l’altezza di un’edificio, salvo autorizzazioni), tantomeno così vicino all’Ecureuil in volo. «Gli equipaggi dei nostri elicotteri sono sempre molto attenti - spiega Ivo Erler - ma non è facile vedere un drone e spero che un episodio di questo tipo serva a suggerire più buon senso a chi utilizza i droni. Devono essere consapevoli che con quegli apparecchi possono fare del male».

«È la prima volta che uno dei nostri piloti si trova un drone così vicino, ma non è detto che non ci sia già capitato, magari non siamo riusciti a vederli» aggiunge il pilota Rosati. «È un comportamento che denota l’incapacità di valutare il pericolo. Quell’apparecchio poteva bucare il plexiglass ed accecare il pilota o compromettere il delicato rotore di coda e quindi compromettere la stabilità del velivolo».

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