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Boom di assunti: in Trentino

oltre 8.100 posti di lavoro in più

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Nel primo semestre di quest'anno le assunzioni aumentano di oltre 8.000 rispetto allo stesso periodo del 2017. E le entrate nel mercato del lavoro sopravanzano le uscite di oltre 7.000, in aumento anche qui rispetto al saldo positivo del primo semestre 2017 (+23%). «I dati - spiega il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi - indicano che c'è un aumento delle assunzioni delle imprese e che migliorano costantemente i saldi tra assunzioni e cessazioni. Anche il numero di contratti che da precari divengono stabili è in crescita, a segnalre che oggi la stessa impresa è interessata a consolidare il rapporto di lavoro».
Per questo possiamo dire «con prudenza ma con decisione che la legislatura si chiude con un mercato del lavoro che in modo strutturale dà segni di ripresa con le imprese che hanno uno sguardo fiducioso verso il futuro e per questo assumono. La tendenza - aggiunge Olivi - si è invertita dopo anni cui le cessazioni erano superiori alle assunzioni. È vero che l'entrata sul lavoro è ancor oggi caratterizzata da un ricorso prevalente della temporaneità, ma è interessante vedere che le imprese ricorrono sempre più alla stabilizzazione del posto del lavoro».
Alla luce di questi dati Olivi lancia una proposta alle parti sociali: «È questo il momento che parti sociali e politica affrontino il tema delle riforme del lavoro, ora che non siamo in un periodo di crisi, si possono fare senza creare problemi. Occorre alzare i salari in cambio di un patto sulla produttività, occorre che il centrosinsitra e le parti sociali si siedano ora al tavolo, adesso è il momento, per riformare il mercato del lavoro in questa direzione, aumentando la qualità del lavoro, e mettendo la formazione del lavoro come elemento costitutivo della contrattazione di primo e secondo livello. Perché la transizione tra ingresso e consolidamento abbisogna di un investimento sulla formazione come miglioramento costante e diritto e dovere del lavoratore. Proprio ora che il mercato del lavoro sta tornando a funzionare, però, non dobbiamo abbandonare quella fetta di lavoratori che restano indietro e non si inseriscono. Questi devono trovare un forte sistema di welfare che li tutela».
I primi sei mesi di quest'anno risultano quindi positivi. Crescono infatti tra gennaio e giugno le assunzioni: si contano, infatti, 71.869 assunzioni, 8.154 in più per un +12,8% rispetto al primo semestre dell'anno prima. Positivo è anche il saldo occupazionale, con le assunzioni delle imprese che tra gennaio e giugno dell'anno in corso superano le cessazioni lavorative per oltre 7.100 unità. Rispetto al saldo occupazionale dei primi sei mesi del 2017, si contano 1.350 posizioni lavorative in più.
Tra gennaio e giugno del 2018, rispetto all'analogo periodo dell'anno prima, le assunzioni sono cresciute di 2.107 unità in agricoltura, di 1.622 nel secondario e 4.425 nel settore terziario.
Più nello specifico nel comparto dell'industria le assunzioni sono aumentate per 84 unità nell'estrattivo, di 786 e del +24,2% nelle costruzioni e di 752 e +10,6% nel manifatturiero. 
Nei primi sei mesi dell'anno è positivo anche il saldo occupazionale nel secondario, con le assunzioni che superano le cessazioni lavorative per 3.633 unità (+1.769 nel manifatturiero, +1.685 nelle costruzioni e +179 nell'estrattivo).
Anche nel comparto dei servizi la crescita rispetto al primo semestre del 2017 c'è stata ed è risultata intensa. Nel comparto dei pubblici esercizi e del turismo, ci sono state 3.014 assunzioni in più rispetto (circa +15%). Le assunzioni sono aumentate di 200 unità nelle imprese del commercio, di 527 nel comparto dei servizi alle imprese e di 684 nei rimanenti comparti del terziario. 
Anche il saldo occupazionale del terziario è leggermente positivo, con le entrate lavorative che prevalgono sulle uscite per 134 unità.
La dinamica lavorativa delle imprese nella prima metà dell'anno continua a essere migliore per gli uomini (+5.527 assunzioni e +2.627 femminili) e per i lavoratori italiani (+5.112 e comunque +3.042 quelle degli stranieri che beneficiano della dinamica positiva in agricoltura). L'aumento della domanda di lavoro è generalizzato anche per età, con le assunzioni dei giovani fino a 29 anni che crescono di 3.073 unità, di 3.572 quelle dei 30-54enni e 1.509 nella fascia dei più anziani (55 e oltre).
Per tipologia d'inserimento nel primo semestre del 2018 torna a crescere anche il tempo indeterminato: +557 assunzioni e +12,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. La stabilità lavorativa è data anche dal fortissimo aumento, all'interno delle stesse aziende, dei passaggi da un lavoro a termine a uno a tempo indeterminato. Tra gennaio e giugno 2018, confermando evidentemente un maggiore clima di fiducia delle imprese, le trasformazioni a tempo indeterminato (2.250 nei sei mesi) crescono, infatti, di 957 unità per un +74%.
Tra le altre tipologie d'inserimento al lavoro, sono 252 le assunzioni in più con apprendistato rispetto all'anno prima, il lavoro somministrato è aumentato di 282 unità e poi +6.086 assunzioni con tempo determinato (molto utilizzato per il lavoro stagionale in agricoltura e turismo) e +977 con il lavoro a chiamata.
2. Iscrizioni al Centro per l'Impiego (dato di stock a giugno 2018) e la cassa integrazione guadagni (gennaio-luglio 2018) Gli iscritti ai Centri per l'Impiego, anche nel mese di giugno 2018, confermano il trend in calo dei mesi precedenti. Dai 33.636 iscritti di giugno dell'anno prima, si scende agli attuali 32.960; 676 in meno per una variazione del -2,0%. 
Buone notizie anche sul fronte degli ammortizzatori sociali; nei sette mesi del 2018, rispetto ai sette dell'anno precedente, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate sono diminuite di 674.612 unità e del -75,7% con i lavoratori sospesi equivalenti passati da 453 a 110.

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