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Incarichi, una «spartizione» targata Pat

Lavori affidati ai dirigenti e non ai professionisti

 

Ad esempio al dirigente Stefano De Vigili 82.600 euro da Patrimonio del Trentino

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A loro, tecnici alle dipendenze di enti pubblici, Comuni e soprattutto Provincia autonoma di Trento, il termine «casta» suonerà indigesto e pure offensivo. Ma è una questione di punti di vista. Quello dei liberi professionisti che sono riusciti a sopravvivere agli anni della crisi e si sfidano quotidianamente per ottenere qualche incarico o consulenza pubblica, sempre lì a va a parare: in Trentino esiste un sistema spartitorio, che vede i tecnici «pubblici» protagonisti, su cui né i decisori politici, né gli ordini di categoria intendono incidere. Come dire: la «casta» non si tocca. Premessa: è tutto perfettamente a norma, perché la legge permette l'affidamento degli enti a propri dipendenti di incarichi relativi a servizi quali il coordinamento della sicurezza e il collaudo tecnico-amministrativo. Ma la sostanza non cambia: da una parte, tecnici «pubblici» dallo stipendio garantito a fine mese, che se lo vedeno arricchire da nuove prestazioni; dall'altra, tecnici «privati», liberi professionisti costretti al confronto con il mercato, che altro non possono fare che masticare amaro e accumulare rabbia.

Di che stiamo parlando? Ecco alcuni esempi. L'ingegner Stefano De Vigili , che dall'aprile 2016 è dirigente generale del Dipartimento protezione civile della Provincia, in precedenza per dieci anni dirigente del Servizio gestione strade, in pianta organica dell'ente dal 1987, tra stipendio, retribuzione di posizione, retribuzione di risultato, voci accessorie e rimborsi vari, ha dichiarato di avere percepito nel 2016 (nel comunicare i dati del 2017 la Provincia è in ritardo, ndr) emolumenti per 129.566,00 euro . Un importo integrato dal compenso di 82.657,62 euro ottenuto da Patrimonio del Trentino spa (braccio immobiliare della Provincia) che il 16 maggio scorso gli ha conferito l'incarico per il collaudo tecnico-amministrativo inerente i lavori di realizzazione del presidio ospedaliero di Mezzolombardo. Quella dei collaudi affidati a propri dirigenti o funzionari è una prassi della Provincia di Trento. La commissione di collaudo in corso d'opera dei lavori di realizzazione della circonvallazione di Pieve di Bono sulla statale del Caffaro, che il dirigente del Servizio opere stradali e ferroviare Mario Monaco ha formato nell'aprile 2017, è composta dall'ingegner Giancarlo Anderle , dirigente del Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali, da Leonardo Caronna , all'epoca dirigente del Servizio appalti, e da Ernesto Santuliana , direttore dell'Ufficio studi idrogeogolici (Servizio geologico), con un «compenso incentivante» a testa di 38.821,67 euro, pari all' 80% dell'onorario di 48.527,09 euro, comprensivo di rimborso spese forfettario. Lo stesso Monaco ha affidato al perito industriale Paolo Dallapiccola , funzionario dei Servizio gestione strade, il coordinamento della sicurezza dello svincolo di Roncafort, tra la tangenziale e la strada dell'Interporto ( 57.087,74 euro di compenso) e al geometra Franco Micheli , funzionario dei Servizio opere stradali, il coordinamento della sicurezza per il collegamento stradale Passo San Giovanni - Località Cretaccio. Per Micheli, l'onorario base, detratto il compenso per il consulente, sarebbe di 682.922,00 euro, ma considerato che c'è un tetto annuo di 30 mila euro per opere sopra soglia comunitaria, il «compenso incentivante» per il geometra sarà di 120 mila euro, spalmati su quattro anni.

Per altro, i due tecnici non saranno abbandonati a se stessi, perché Monaco ha affidato ad un esterno, il geometra Stefano Farina , l'«incarico di supporto» a Dallapiccola (onorario di 24.812,50 euro, di 31.482,10 oneri compresi) per lo svincolo sulla tangenziale e all'ingegner Michele Bertuol l'«incarico di supporto e assistenza» a Micheli per il collegamento San Giovanni-Cretaccio. Per Bertuol l'onorario è di 46 mila euro, 400 euro sotto il limite di 46.400 oltre il quale non sarebbe stato possibile l'affidamento diretto.


I PROFESSIONISTI: "L'ORDINE TACE"

Per gli incarichi di collaudo delle opere e dei lavori pubblici, il riferimento è l'articolo 24 delle legge provinciale 26/93. Stabilisce che al collaudo «provvede il personale tecnico di enti pubblici in servizio o in stato di quiescenza, oppure liberi professionisti abilitati». «Il problema» spiega uno degli ingegneri che hanno scelto di rivolgersi a l'Adige per esprimere «il disagio verso quest'andazzo degli affidi diretti a dipendenti pubblici» è che «i collaudi tecnico amministrativi in provincia di Trento sono sempre assegnati a dipendenti pubblici nonostante la norma preveda possano essere affidati anche a liberi professionisti abilitati». «Guardi che nel resto d'Italia questo tipo di incarichi viene assegnato tramite gara a liberi professionisti» aggiunge un altro ingegnere «e così avviene in provincia di Bolzano». Due esempi recenti a nord di Salorno: il collaudo del nuovo Centro bibliotecario nell'ex complesso scolastico «Pascoli-Longon» in via Diaz a Bolzano è stato messo a gara, per 316.814,41 euro, dall'Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. E lo stesso ha fatto la Sta - Strutture Trasporto Alto Adige spa per il collaudo di vari lotti dell'elettrificazione ferroviaria Val Venosta (valore a base d'asta dell'appalto: 81.133,07 euro). «Si condideri» interviene un terzo professionista «che i dipendenti pubblici non hanno limiti di orario per questi incarichi che svolgono, evidentemente, durante l'orario di lavoro. Se si sommano gli importi dello stipendio, più gli importi per l'incarico, le spese di trasferta e quelle per il consulente esterno di supporto, probabilmente l'ente pubblico, facendo una gara, risparmierebbe». L'affido diretto al dipendente pubblico evita il confronto concorrenziale. Quest'anno, Patrimonio del Trentino, che ha affidato al dirigente provinciale Stefano De Vigili , per 82.657,62 euro, il collaudo per il presidio ospedaliero di Mezzolombardo, ha invece messo a gara altri due incarichi, pur essendo entrambi sotto la soglia dei 46.400 euro: servizi di progettazione di opere a Levico Terme ( 39.813,63 euro), aggiudicati all'ingegner Claudio Cristoforetti , e il coordinamento di alcune opere ( 20.184,44 euro) il cui confronto concorrenziale è stato vinto dall'ingegner Luca Oss Emer . Nel marzo del 2015, alcuni liberi professionisti denunciarono per iscritto ( l'Adige dell'11 marzo) la «casta» dei tecnici pubblici: «Percepiscono uno stipendio fisso, continuo e sicuro e ci fanno concorrenza sleale» scrissero. E l'«andazzo» degli incarichi interni fu segnalato all'Ordine degli ingegneri. «Da allora non è cambiato nulla e l'Ordine, nel cui consiglio siedono dipendenti pubblici, non prende posizione» dicono i professionisti che risollevano oggi la questione «è la ragione per cui chiediamo l'anonimato. Non c'è un bel clima: se metti fuori la faccia, rischi di essere tagliato fuori definitivamente». Do. S.

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