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Segregata in un cassone

«Peggio di una bestia»

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«Era segregata peggio di una bestia». Lo ha detto Maria Letizia Lanzino, una dei due agenti della Polizia stradale di Verona che ha liberato la donna polacca tenuta rinchiusa per due settimane dal suo compagno in una cassa per le mele, in un campo nei pressi dell’autostrada Milano-Venezia, a Sommacampagna (Verona).

«In 30 anni di lavoro in Polizia - ha spiegato il sovrintendente Andrea Giovanni Veronese - non mi era mai capitata una situazione del genere, così raccapricciante. Però al tempo stesso con la liberazione è arrivato il lieto evento». L’agente ha raccontato che hanno documentato con foto inviate alla Procura della Repubblica di Verona la situazione igienica in cui hanno trovato la donna imprigionata dal compagno-aguzzino, un imprenditore bolzanino di 53 anni che ora è in carcere assieme ad un complice polacco; entrambi sono causati di sequestro di persona e tortura.

«La signora, quando ci ha visti - ha concluso il sovrintendente Veronese -, la prima cosa che ha fatto, mentre non smetteva di dirci grazie, è stato un grande respiro di libertà. Poi ci ha abbracciati».

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