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Dai medicanti ai tossicodipendenti

dalla prostituzione ai graffiti

Ecco il «catalogo del degrado»

Definite le tipologie per i progetti di riqualificazione

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Edifici abbandonati, graffiti, presenza di tossicodipendenti e accattoni, spaccio. Tutti gli elementi comunemente legati a situazioni di degrado urbano ora sono classificati e codificati con precisione. L’operazione l’ha fatta la giunta provinciale che ha elencato in una delibera le cause del degrado al fine di valutare e dare un punteggio a successivi progetti che verranno presentati dai Comuni e dalle amministrazioni locali di lotta al degrado, assegnando contributi per la loro attuazione: 470.000 euro da qui al 2020.

La delibera individua due tipologie di degrado: degrado urbano fisico e degrado urbano sociale, ognuno riscontrabile dalla presenza di sette diversi indicatori.

Con l’espressione «degrado urbano fisico» ci si riferisce al progressivo deterioramento o decadimento di uno o più ambienti cittadini. I principali indicatori che lo identificano solo la presenza di rifiuti nei luoghi pubblici come mozziconi di sigarette, lattine, bottiglie e altri oggetti anche ingombranti, come divani, mobilio, specchi, vecchi elettrodomestici; la presenza di disegni, iscrizioni e altre forme d’espressione scritta incisi o colorati su muri, cassonetti e altre dotazioni urbane; la scarsa o assente manutenzione delle stazioni ferroviarie, scarsa illuminazione, sporcizia, odori sgradevoli, mancanza di arredi, bagni sporchi o inagibili, bar o altri esercizi commerciali chiusi o abbandonati; la presenza di edifici pubblici o privati con mediocre o pessima qualità di conservazione; la presenza di edifici inutilizzati, abbandonati, sfitti, non abitati o non abitabili, soggetti ad atti di vandalismo ed altre condotte devianti; la presenza nelle strade e negli altri luoghi pubblici di animali randagi o abbandonati; infine veicoli abbandonati, auto, moto, biciclette lasciati in visibile stato di abbandono.

Sono considerati elementi di degrado urbano sociale i mendicanti e senzatetto, che - spiega la delibera - «possono generare un senso di insicurezza nei passanti, dando la percezione di vivere in una zona abbandonata e quindi soggetta ad atti devianti»; la presenza regolare, in una o più zone urbane, di persone in stato di manifesta alterazione da sostanze alcoliche; gli schiamazzi e tumulti notturni; le risse frequenti che possono contribuire a creare un elevato senso di paura e insicurezza; la prostituzione, «indicatore di disordine urbano sociale da cui possono scaturire condotte devianti e atti criminosi come spaccio, furto, aggressioni; lo spaccio, forte indicatore di degrado urbano sociale che può portare ad aumentare il senso di insicurezza e paura dei cittadini; infine guida pericolosa in contesto cittadino e soste vietate e prolungate nel tempo.

Le amministrazioni comunali dovranno presentare i loro progetti di lotta al degrado urbano con la richiesta di finanziamento alla Provincia entro il 30 settembre. La delibera avverte che avranno maggiore peso i progetti dei grandi centri abitati, dove le forme di degrado sono più evidenti e impattanti.

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