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Mele trentine, si raccoglie

Produzione sui livelli 2016

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Hanno incominciato gli agricoltori del fondovalle, dove fa più caldo, e le mele maturano prima. I primi a partire, sono stati quelli della Valle dell’Adige e della Vallagarina. Poi si salirà, per passare ai campi in collina e nelle valli. È ormai in pieno svolgimento, la raccolta delle mele in Trentino, ma è presto per farne un bilancio. «La stagione è ancora lunga, può succedere di tutto», fanno infatti sapere dai vari consorzi, dove i piccoli produttori della provincia stanno via via consegnando le loro mele. Ma nelle cooperative, grazie all’occhio privilegiato sul lavoro dei loro soci, hanno il polso della situazione. E i loro dirigenti si lasciano andare a qualche previsione.

«La maturazione è regolare, non è né in anticipo, né in ritardo» dice Rodolfo Brochetti , presidente della Trentina. La Trentina, oltre a occuparsi della zona di Trento e della piana Rotaliana, coordina la filiera della mela anche in Valsugana, in Val di Cembra, e nella Valle dei Laghi, con Bleggio e Lomaso fino a Dro e Arco. «L’anno scorso eravamo stati molto penalizzati», per via delle gelate in primavera inoltrata e della grandine: «Eravamo arrivati solo al trenta per cento della nostra capacità produttiva, e quest’anno i magazzini sono vuoti». Per il 2018, invece, «è attesa una produzione di settecentomila quintali», in linea cioè con la media degli ultimi anni.

Una situazione leggermente differente, invece, la presenta Fabio Maccari , l’amministratore originario della provincia di Monza che da qualche anno è a capo della cantina Mezzacorona - la quale, benché sia famosa per il vino, si occupa in realtà anche di pomi con il consorzio «Valentina, la mela trentina». «Anche il nostro magazzino l’anno scorso ha avuto problemi, ma non in modo così marcato - racconta Maccari - ora siamo grossomodo a un terzo del raccolto, avremo una produzione dimensionalmente nella media, ma di ottima qualità». E infatti, «se nella prima parte di agosto, le temperature non favorivano la colorazione ottimale delle mele», ora fa più fresco: perché, si viene a sapere, le mele - e le gala in specie - necessitano di una buona escursione termica tra il giorno e la notte, per diventare rosse; «nelle notti in cui si fa fatica a dormire per l’afa, anche le mele maturano male». Ed è per questo che i vivaisti, nel corso degli anni, stanno introducendo nuovi «cloni», nuove sottovarietà di piante per cercare di limitare questo problema, «ma questa è una questione tecnica, un agronomo potrebbe spiegarla meglio di me».

Maccari, infatti prima di lavorare per la Mezzocorona, è stato dirigente in vari gruppi dell’agro-alimentare tra cui Unilever, Minerva Oli e la spagnola Deoleo. Ed è con fare esperto da bravo manager brianzolo che aggiunge qualche previsione sull’andamento del mercato: «L’anno scorso, a livello europeo, c’è stata una sottoproduzione: di solito, all’inizio della stagione, vengono vendute le mele dell’anno precedente, ma ora i magazzini sono vuoti! Questo ci permetterà di entrare sul mercato con prezzi molto buoni, che poi, con l’arrivo dei prodotti di quest’anno, si normalizzeranno gradualmente».

E sulle dinamiche economiche si concentra anche Riccardo Forti , presidente della Società Frutticoltori Trento, che opera nella zona tra Trento e Rovereto. «La produzione europea quest’anno è stimata in 15,6 milioni di tonnellate: un record! L’anno scorso, per capirci, era ferma a nove milioni e sei». La concorrenza sarà dunque molto dura, e diverrà pertanto importantissimo puntare sulla qualità. A questo proposito, Forti è preoccupato per il problema della «rugginosità»: sulla buccia di alcune mele, come le Golden, compaiono delle macchie ruvide, color ruggine appunto, come se si ossidassero: «Nessuno ancora ha capito bene da che cosa è causata, questa rugginosità», ma di sicuro bene non fa, visto che, per resistere all’eccesso di produzione, le mele dovrebbero essere il più perfette possibile.E la Melinda, la più famosa delle mele trentine? «Noi siamo più alti di quota», dice il presidente Michele Odorizzi . In Val di Non, infatti, la raccolta è iniziata solo questa settimana.

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